LE CINQUE GIORNATE

ITALIA - 1973
Durante le "Cinque giornate" di Milano (18-22 marzo 1848) il ladruncolo Cainazzo, in cerca del suo capobanda Zampino, stringe amicizia con il fornaio romano Romolo. I due, coinvolti in una girandola di vicende tragicomiche, partecipano all'erezione di una barricata con le suppellettili di una contessa, che poi si concede ai rivoluzionari vittoriosi, soccorrono una partoriente, sono indotti a combattere, assistono alle violenze dei patrioti e alle rappresaglie degli austriaci. Cainazzo, per aver fatto uso della conclamata libertà di opinone, viene massacrato di botte quale "sobillatore"; insieme a Romolo salva la vedova di un austricante che in compenso dà da mangiare agli affamatissimi due ed esige prestazioni intime da Romolo. Questi, per essere intervenuto a difesa d'una ragazza violentata da un nobile rivoluzionario, involontariamente lo uccide e viene arrestato e fucilato. Cainazzo, arrestato a sua volta dagli austriaci, è giudicato e liberato da Zampino che, per far denaro, ha recitato tre parti: ladro, patriota e austriacante. Schifato ed esasperato, Cainazzo grida il suo sdegno nel colmo della festa per la vittoria "del popolo" mentre non si tratta che di una carnevalata di imbrogli ad esclusivo beneficio dei "signori".

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