LE AVVENTURE DI PINOCCHIO

ITALIA - 1947
La trama segue fedelmente la nota fiaba di Collodi. Udiamo lo spirito di Pinocchio gemere miracolosamente sotto la pialla di Geppetto e vediamo il burattino svincolarsi dalle mani del suo autore e padre, iniziando il pellegrinaggio attraverso le vie del mondo. Rinnoviamo la conoscenza con tutti i personaggi collodiani: il grillo parlante, Mangiafuoco, il gatto e la volpe, la Fatina azzurra, Lucignolo. Assistiamo alle prodezze del gatto e della volpe e a tutte le disavventure del povero Pinocchio; impariamo a conoscere il Paese di Bengodi, e vediamo i due discoli trasformati in somarelli. Per sottrarsi al pericolo d'esser arrostito con la salvia, Pinocchio si getta in mare e finisce nello stomaco del mostro marino, dove trova Geppetto. Insieme fuggono, approfittando del sonno del mostro. Pinocchio nuotando valorosamente porta in salvo Geppetto, poi si mette a lavorare per poter curare il suo babbino ormai vecchio e infermo. Pinocchio non è più un burattino stravagante e discolo: c'è già in lui, in embrione, un onest'uomo. In altre parole è diventato un bravo ragazzo, tal quale ce lo mostra la fatina dagli occhi azzurri con un colpo della sua bacchetta magica.

CAST

NOTE

SECONDO QUANTO RIVELO' GASSMAN (RIPORTATO IN "GASSMAN" DI G. GAMBETTI, EDIT. GREMESE) IL FILM FU REALIZZATO DA UNO DEI FIGLI DI ZACCONI ED ERA "UNO SCHERZO, UN DIVERTIMENTO IN FAMIGLIA". IN REALTA' IL SUPPORTO PRODUTTIVO DELL'EXCELSA E LA PRESENZA DI TECNICI E ATTORI DI BUON RILIEVO CONTRASTANO CON L'AFFERMAZIONE DELL'ATTORE.
LA VOCE DEL GRILLO PARLANTE E' DI ALDO SILVAGNI, LE VOCI DEL GATTO E DELLA VOLPE SONO DI STEFANO SIBALDI E MARGHERITA BAGNI, QUELLA DEL NARRATORE E' DI MARIO BESESTI.

CRITICA

"Un filmetto senza la minima pretesa [...] col minimo dispendio di energie intellettuali, tecniche e finanziarie. I più che discreti attori fanno la figura dei principianti ai quali è stata assegnata un'interpretazione superiore alle loro forze. Non con film del genere si serve la causa della decima musa [...]". (U. Teschi, "Hollywood", n. 137 del 1948).
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