La vita come viene

ITALIA - 2001
Un ricco e affermato dentista, che passa i fine settimana con gli amici simulando una cruenta ed estenuante guerra, provoca la reazione pericolosa della moglie che infila una pistola vera fra quelle destinate al gioco. Due vecchietti si improvvisano rapitori di bambini per coprire i loro debiti di gioco. Ma, pentitisi dopo poche ore, riconsegnano i bambini alle loro famiglie prima di scomparire. Una giovane bibliotecaria soccorre la madre dei bambini rapiti e le confessa il suo antico amore per lei manifestato con ripetute lettere anonime che hanno sostenuto la vita dell'altra. Un professore universitario, capace di incantare i suoi allievi dissertando su cosa è davvero importante nella vita, nel suo privato è solo come un cane, tanto da non trovare compagnia neppure per la cena del suo compleanno. Un mosaico di anime alla ricerca del senso della vita.
  • Durata: 118'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: VITTORIO CECCHI GORI PER CECCHI GORI GROUP
  • Distribuzione: MEDUSA (2003)
  • Data uscita 9 Maggio 2003

CRITICA

"Otto personaggi del Nord Italia alla ricerca del senso delle loro esistenze. Grande cast (Stefania Rocca, Tony Musante, Stefania Sandrelli, Valeria Bruni Tedeschi, Alessandro Haber, ecc.) per 'La vita come viene', terzo film di Stefano Incerti, apprezzato ai tempi de 'Il verificatore' (1995). Noioso, tautologico ('Il senso della vita è la vita', conclude ispirata la Sandrelli) e dominato da personaggi mai emozionanti. Regia televisiva con troppi primi piani. Molto fumo, niente arrosto". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 9 maggio 2003)

"'Non abbiamo più una spiegazione dell'esistenza del male che ci possa consolare': è forse la battuta chiave del film. Dove anche i rari gesti d'amore sono così inspiegabili che non smuovono la cappa d'infelicità dentro la quale tutta la compagnia è ingabbiata. In una ricca città padana. (...) La sfida è alta ma il risultato manca di calore". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 17 maggio 2003)

"Stefano Incerti, il coraggioso regista di 'Il verificatore' e oggi di 'La vita come viene', certo che viviamo malati moralmente e materialmente, parte dai ricordi di Altman e da una frase di 'Parole' di Sartre: un uomo li vale tutti e tutti lo valgono. Inserendosi come una cimice nel fascino discreto della piccola borghesia ecco alcune piccoli grandi storie esemplari, tanti minimalismi riuniti con qualche domandina new age e la pioggia che lava i lieti fini. Con qualche appesantimento inutile, ma anche un bel duetto non più giovane (il tentativo sentimentale di Musante e la Sandrelli), il dolore di papà Haber e lo sguardo triste e bello di Claudio Santamaria, anche qui licenziato, che è il miglior attore della sua generazione". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 10 maggio 2003)
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