La signora senza camelie

ITALIA - 1953
Clara Manni, commessa in un negozio di tessuti, per la sua bellezza viene scelta per interpretare un film che ha molto successo. Le vengono subito offerti altri ruoli in cui potrà mettere in risalto le sue doti fisiche ma un produttore, Gianni Granchi, s'innamora di lei e la sposa, impedendole di girare quei film. Lui vuole che sua moglie si faccia notare per le doti di artista ma il film "Giovanna d'Arco", che ha realizzato per lei, risulta un fiasco. La rovina economica spinge Gianni a tentare il suicidio e Clara, per salvarlo, riprende a recitare nei film che il marito aveva scartato. Ma anche il matrimonio l'ha delusa e Clara finisce per accettare la corte di un giovane diplomatico col quale fugge. Si tratta però di una nuova delusione: la donna scopre ben presto che il suo spasimante non l'ama veramente. Ritorna al cinema nella speranza d'affermarsi ma anche questo tentativo non riesce. Clara arriva a comprendere che le uniche doti che i produttori apprezzano in lei sono quelle fisiche. Alla fine, sentendosi vinta, si rassegna ad accettare le parti insulse che le offrono e a vivere una vita senza amore.

CAST

NOTE

- IL 26 FEBBRAIO 2001, ANNIVERSARIO DELLA PRIMA, AVVENUTA NELLO STESSO GIORNO DEL 1953, RAI CINEMA E TECHE RAI, IN COLLABORAZIONE CON STUDIO CINE E MOVIETIME, HANNO ESEGUITO UN RESTAURO FOTOCHIMICO (CIOE' UNA LAVORAZIONE SUL NEGATIVO, PER IL RECUPERO DELLE SCENE ROVINATE E PER INDIVIDUARE I FOTOGRAMMI MANCANTI). POI, DOPO LA STAMPA, C'E' STATA UNA LAVORAZIONE DIGITALE AL "CINEON" PER ELIMINARE RIGATURE, SPUNTINATURE E ROTTURE DEI FOTOGRAMMI. QUESTO LAVORO DI RECUPERO FA PARTE DI UN PROGETTO DI CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO DELLA TV PUBBLICA.

CRITICA

"E' la seconda volta che il cinema italiano del dopoguerra prende se stesso a soggetto delle sue narrazioni. (...) Il primo fu Visconti con 'Bellissima' (1951) (...) Il secondo è Michelangelo Antonioni, il quale, con 'La signora senza camelie' offre una pittura meno vivida e scavata di quella del suo predecessore, ma, in compenso, ne precisa e determina il significato di costume. (...) Hanno nuociuto indubbiamente all'opera la fretta con cui è stata realizzata e lo schiamazzo che le si è fatto intorno." (F. Rocco, "Rassegna del Film", 13, aprile 1953).
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