LA RAGAZZA DI VIA VENETO

ITALIA - 1955
LA RAGAZZA DI VIA VENETO
Anita e Spartaco sono due giovani trasteverini di modesta condizione: Anita fa la stiratrice e Spartaco lavora in una macelleria. I due giovani si vogliono bene, ma non sono contenti della loro condizione. Anita sogna di diventare, col tempo, un'attrice cinematografica e intanto vorrebbe fare l'indossatrice. Spartaco, pugile dilettante, sogna di divenire professionista, d'affermarsi nel ring e poi sposare Anita e farla vivere in mezzo agli agi ed alle soddisfazioni della ricchezza. All'insaputa di Spartaco, Anita tenta ripetutamente di uscire dalle strettoie della sua modesta esistenza e questo anche per venir in aiuto a suo padre, che da tanti anni fa il vetturino e vorrebbe comperare un taxi. Ma Spartaco si oppone sistematicamente al progetti di Anita e li manda all'aria. Una sera, mentre Anita, in un dancing, sta per essere proclamata vincitrice in una gara di ballo, arriva Spartaco e fa il guastafeste. Allettata dalle promesse di un pseudoproduttore cinematografico, Anita sta per debuttare in un film, ma Spartaco coi suoi amici manda all'aria la ripresa. Anita ne è addoloratissima, perché non potrà aiutare suo padre, che ha venduto la carrozzella, ed ora non potrà comperare il taxi. Spartaco, che si sente responsabile della rovina che minaccia la famiglia di Anita, vuol porvi rimedio e tenta di guadagnare la somma necessaria vincendo un match di boxe, ma viene sconfitto. Allora vende la sua motocicletta e con l'aiuto degli amici mette insieme i denari, che ci vogliono. I due giovani hanno aperto gli occhi: Anita torna pentita alla stireria, Spartaco ha compreso che non basta la buona volontà per divenire un pugile professionista. Le delusioni li hanno riavvicinati lavoreranno e si sposeranno, rimanendo nel loro ambiente semplice, ma schietto ed onesto.
  • Durata: 95'
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: BRUNO BOLOGNESI PER LA APE FILM
  • Distribuzione: RKO

NOTE

INTERPRETI: HANNO PARTECIPATO COME CANTANTI: NILLA PIZZI E QUARTETTO "ARMONIA".

CRITICA

"Modestissimo film di scarso valore, realizzato senza impegno e basato su situazioni poco credibili. La Caglio (quella del caso "Montesi"), abbastanza disinvolta, non è fotogenica né espressiva". (A. Albertazzi, "Intermezzo", 3, 15/2/1957).
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