La ragazza di Trieste

ITALIA - 1982
Dino, disegnatore di fumetti, incontra sulla spiaggia Nicole, che è stata appena salvata dai bagnini mentre stava per affogare. Tra i due nasce un rapporto violento ed ambiguo, reso difficile dall'alone di mistero di cui la ragazza si circonda, e che Dino cerca inutilmente di penetrare. Nicole, pur essendo innamorata di Dino, ogni tanto sparisce, poi riappare all'improvviso, assume atteggiamenti provocanti, adducendo ogni volta giustificazioni e spiegazioni improbabili che puntualmente si rivelano bugie. Alla fine, per caso, Dino scopre la verità: Nicole è ricoverata in un ospedale psichiatrico, dal quale può uscire con discreta libertà poiché la terapia prevede così. Superando l'istinto di fuggire lontano da lei, Dino decide di aiutarla a guarire, sperando che il suo amore possa bastare. Ma le incomprensioni della convivenza e le ricadute della malattia di Nicole portano i due protagonisti al tragico finale, nel quale Nicole, sulla stessa spiaggia dove aveva conosciuto Dino, e sotto i suoi occhi, si incammina verso il mare per uccidersi.
  • Altri titoli:
    La fille de Trieste
    The Girl from Trieste
  • Durata: 104'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICO TECHNICOLOR
  • Tratto da: romanzo omonimo di Pasquale Festa Campanile
  • Produzione: ACHILLE MANZOTTI PER FASO FILM
  • Distribuzione: CIDIF - DOMOVIDEO, MANZOTTI HOME VIDEO, RICORDI VIDEO, BMG VIDEO (PARADE)
  • Vietato 14

CRITICA

"I risultati sono discreti. Benché il romanzo sia preferibile, perché distende con più agio la materia e motiva meglio i caratteri e le situazioni, il film ha un accettabile decoro spettacolare." (Giovanni Grazzini, 'Cinema '82').

"Amore, pazzia, passione, inganni: il rapporto di una donna con un uomo e, al tempo stesso, con la sua malattia da una parte, dall'altra un uomo che di fronte a una realtà inusuale e sconvolgente deve decidere fino a che punto il suo amore può arrivare. Gli elementi per un film di notevole spessore psicologico c'erano tutti, ma sono rimasti nel limbo dell'approssimazione con cui la storia è stata sviluppata nel film." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 94, 1983)
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