La promessa

The Pledge

USA - 2001
La promessa
I colleghi hanno preparato una festa d'addio per l'ultimo giorno di lavoro dell'ispettore Jerry Black e gli hanno regalato un biglietto aereo perché realizzi un suo vecchio sogno: andare a pesca in Messico. Ma viene ritrovato il corpo di una bambina di otto anni e sarà lui ad andare a casa della bambina a portare l'orribile notizia. "The pledge", cioè "la promessa", è quella che l'ispettore fa alla madre sconvolta: sarà capace di scovare il colpevole, costi quel che costi.
  • Altri titoli:
    Das Versprechen
    El juramento
  • Durata: 124'
  • Colore: C
  • Genere: POLIZIESCO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: ARRIFLEX CAMERA, 35 MM (1:2.35)
  • Tratto da: romanzo "Romanzo"di Friedrich Dürrenmatt edito da Einaudi
  • Produzione: SEAN PENN PER CLYDE IS HUNGRY FILMS, FRANCHISE PICTURES, MORGAN CREEK PRODUCTIONS, PLEDGE PRODUCTIONS INC., EPSILON MOTION PICTURES
  • Distribuzione: WARNER BROS. - DVD: WARNER HOME VIDEO (2002)
  • Data uscita 19 Ottobre 2001

NOTE

- PRESENTATO IN CONCORSO AL 55. FESTIVAL DI CANNES (2001).

CRITICA

"Il regista Penn è un po' come il Penn attore: tende all'esagerazione, ci mette un di più di retorica ma non ti annoia mai. Si comporta all'opposto di Jack Nicholson, che rinuncia alle predilette smorfie offrendo un'interpretazione sobria. Godibili i cammei di un esercito di star: da Sam Shepard a Vanessa Redgrave, da Mickey Rourke a Harry Dean Stanton". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 16 maggio 2001)

"Le qualità non mancano a 'La promessa', eppure è un film a metà. Anche perché fa del racconto di Dürrenmatt del 1957 quasi un film di genere (anche inverosimile: ci sono ancora bambini così ingenui?). Elegante, suggestivo, molto più riuscito e sfumato delle sue altre regie. Ma per quanto in controtendenza, troppo convenzionale per sfiorare la vertigine metafisica dell'originale". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 19 ottobre 2001)

"Lo scrittore svizzero Friedrich Durrenmatt immaginò il suo breve romanzo del 1958 'La promessa', nato in forma di sceneggiatura, come un 'requiem per il romanzo giallo' in cui l'irruzione e l'ironia del caso vanificano ogni razionalità e struttura dell'investigazione poliziesca. Il regista Sean Penn dà più importanza al protagonista. (...). Nicholson è molto bravo. Apparizioni di Mickey Rourke, Benicio del Toro". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 19 ottobre 2001)

"Sean Penn, come regista, devo molto alle atmosfere rock-country di Bruce Springsteen, tanto che il pezzo 'Highway Patrol' ispirò la sua prima regia 'Lupo solitario'. E il suo modo di girare è forse ridondante, sudato, fin troppo ricco di umori della provincia meno abbiente e però mai banale. Neppure spettacolare, se è per questo: l'inizio è schizofrenico, senza un vero prologo che introduca ai fatti, i tempi sono lenti, la fotografia bellissima di Chris Menges polverosa e liquida mentre tutto l'anti star-system è chiamato a raccolta per camei. Il film mescola neoclassicismo e sfizio cinefilo e, perlomeno fino a metà, si tiene in equilibrio sul filo del consueto immenso Jack Nicholson scivolando poi in qualche approssimazione e ventata di gigionismo. Ma non è grave e Penn resta fedele al gusto pessimista del romanzo". (Piera Detassis, 'Panorama', 1 novembre 2001)
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