LA PICCOLA APOCALISSE

LA PETITE APOCALYPSE

FRANCIA - 1992
LA PICCOLA APOCALISSE
Sten, un misconosciuto scrittore polacco quarantenne ha lasciato al Polonia, rifugiandosi provvisoriamente a Parigi, nella soffitta della bella casa di Barbara, l'ex moglie, pure polacca, ora sposata con Henry, un borghese ex "gauchista", deluso e demotivato. Durante un ricevimento offerto da Barbara ed Henry agli amici, Stan sale in soffitta per sfuggire alle fatue conversazioni politiche degli ospiti, e nel tentativo di sostituire l'unica lampada elettrica del suo precario alloggio, precipita dall'improvvisata impalcatura, provocando un corto circuito ed un incendio. Viene trovato dagli ospiti accorsi rannicchiato sul pavimento, con il filo della luce attorcigliato al collo. Subito si pensa a un tentativo di suicidio: Barbara è presa dalla commozione per l'ex marito, e tutti sono allarmati per quel gesto disperato, e prodighi di attenzione per l'ignaro Stan. A Jacques, il migliore amico di Henry, viene un'idea: poichè Stan vuole suicidarsi perché non farne un martire del sistema? Perché non sfruttare il suicidio per il lancio clamoroso di un'edizione dei suoi scritti, destinata a trasformarsi in un baleno in un best-seller internazionale? Stan non coglie a tutta prima gli intrighi interessasti dei due, che lo circuiscono con premure di dubbia natura; in seguito cerca di far rimbalzare le loro ciniche proposte su altri infelici. Stan dovrebbe darsi fuoco a Roma, in piazza S. Pietro, durante la giornata ecumenica mondiale, sotto gli occhi del Papa polacco e di milioni di telespettatori. Ma Stan sfugge in extremis al disegno criminoso dei due "gauchistes" e dello spregiudicato editore che si presta al loro gioco - preparato accuratamente nei minimi dettagli - e tutto finisce nel ridicolo. Mentre dalla stamperia del compiacente editore senza scrupoli escono a fiumi le ormai inutili centomila copie convenute degli scritti di Stan, il polacco, imperturbabile, si è accodato ai conterranei intento al lavaggio dei parabrezza delle macchine ai semafori di Roma.
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: GROTTESCO
  • Specifiche tecniche: SCOPE A COLORI
  • Tratto da: DAL ROMANZO "LA PICCOLA APOCALISSE" DI KONWICKI TADEUSZ
  • Produzione: MICHELE RAY GAVRAS PER KG PRODUCTIONS FRANCE, KG PRODUCTIONS, FRANCE - NICKELODEON, ITALIA - HE-RITAGE FILMS, POLONIA
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR FILMS ITALIA (1993) - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO

NOTE

REVISIONE MINISTERO APRILE 1993.

CRITICA

Il film non si può dire riuscito ma per il suo tema è interessante, e a momenti divertente. (Lietta Tornabuoni, La Stampa)
Come se il film, concepito nell'88, con i muri e i regimi ancora ben saldi, arrivasse fuori tempo massimo. (Fabio Ferzetti, Il Messaggero)
Sono proprio il raconto, i suoi raccordi, i suoi passaggi più delicati a non reggere sempre i ritmi pretesi da una simile commedia: che da una parte sembra un po' datata, dall'altra conferma che la miglior vocazione del suo autore è quella autenticamente drammatica. (Claudio Trionfera, Il Tempo)
Film insolito graffiante nella prima parte, che mette a nudo il vuoto di una generazione distorta dal fanatismo di ideologie aberranti. A volte il film perde ritmo e rigore, indugiando su particolari di dubbio gusto e coinvolgendo nella beffa ai parigini profittatori realtà di segno completamente diverso che ne diluiscono e sminuiscono l'originalità. (Segnalazioni Cinematografiche)
Nella "Piccola apocalisse" il vecchio paternalismo eurocentrico torna a farla da padrone. Sguardo del regista è viziato e mai imparziale. L'ironia "quando c'è" è tutta a senso unico, schematica, pesante, fin volgare (Coselli), decisamente superficiale. La commedia non si addice all'ideologia e con Costa Gavras lo scontro non può che finire a favore della seconda. (Paolo Mereghetti, da Sette de Il Corriere della Sera)
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