La pantera rosa 2

The Pink Panther 2

USA - 2009
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La pantera rosa 2
Una serie di furti di gioielli leggendari, tra cui l'inestimabile diamante della Pantera Rosa, ha messo in allerta la polizia di tutto il mondo. Quando anche la polizia francese è chiamata a mandare uno dei suoi per aggiungersi al pool di detective internazionali incaricati delle indagini, il Capo Ispettore Dreyfus si trova costretto ad affidare la missione al maldestro ispettore Jacques Clouseau. Per condurre le sue indagini l'ispettore della Sûreté, insieme ai suoi assistenti Ponton e Nicole, viaggerà tra Roma e Parigi.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: personaggi creati da Maurice Richlin e Blake Edwards
  • Produzione: METRO-GOLDWYN-MAYER, COLUMBIA PICTURES, ROBERT SIMONDS PRODUCTIONS
  • Distribuzione: SONY PICTURES RELEASING ITALIA
  • Data uscita 6 Marzo 2009

RECENSIONE

di Giulio Brillarelli
  Dopo aver risolto il mistero della "Pantera Rosa", il diamante scomparso nel primo episodio, ed aver soffiato sotto il naso all'ispettore capo Dreyfus la medaglia d'onore, il disastroso ispettore Clouseau (Steve Martin) torna in azione, insieme al suo assistente Ponton (Jean Reno), per fermare "il Tornado", un elusivo maestro del furto sulle cui tracce vengono sguinzagliati i più valenti detective del pianeta. Clouseau non perderà occasione di combinare lungo il percorso la sua giusta dose di guai, mettersi in ridicolo e ridicolizzare la Francia intera. Nel frattempo, l'ispettore rischierà anche di perdere la sua dolce assistente Nicole (Emily Mortimer), che un seducente latin lover con il volto di Andy Garcia vorrebbe far sua. Ma, come si sa, a Hollywood tutto è bene quel che finisce bene... Dopo aver diretto il remake del 2006, intitolato semplicemente La Pantera Rosa, Shawn Levy produce questo sequel mettendo al timone il norvegese Harald Zwart. L'ennesima crociera in rosa, targata come sempre Metro-Goldwyn-Mayer, è tutt'altro che entusiasmante, ma vista la qualità già deprimente del primo remake di tre anni fa, sarebbe stato difficile fare di peggio. Cosa c'è che non va? Il protagonista, prima di tutto e soprattutto. Il Clouseau di Steve Martin, rispetto all'ispettore cui Peter Sellers diede vita nei film di Blake Edwards degli anni '60, tira fin quasi al punto di rottura gli elastici della mimica, dell'andatura, della gesticolazione, dell'accento francese... Ma a che pro? Il Clouseau originale era una sorta di don Chisciotte in lotta perenne contro la struttura stessa della realtà, consapevole che gli oggetti e le leggi fisiche sarebbero sempre stati suoi nemici, e affrontava quindi il mondo con una rassegnazione dignitosa, che gli conferiva credibilità e spessore umano. Quello di Steve Martin è invece un personaggio totalmente inconsapevole della propria goffaggine, strapieno di sé. Nel Clouseau di Peter Sellers gli spettatori, chi più chi meno, si riconoscevano: ridendo di lui, ridevano anche un po' di se stessi. Il Clouseau di Steve Martin è solo un pagliaccio di carta da sbeffeggiare, esposto al pubblico ludibrio. "A Peter... il solo ed unico ispettore Clouseau", si legge nei titoli di testa di Sulle orme della Pantera Rosa, il sesto film della serie originale di Blake Edwards, nel 1982, a due anni dalla morte dell'attore. Oggi più che mai l'epigrafe riecheggia valida e necessaria. Ma forse, ogni epoca ha i Clouseau che si merita.

NOTE

- PRESENTATO FUORI CONCORSO AL 59. FESTIVAL DI BERLINO (2009).

CRITICA

"E' tutto ormai straconsumato ma basta soltanto la celebre e fortunatissima sigla di apertura, magico amalgama tra il motivo di Henry Mancini e il dinoccolato cartoon che nacque proprio dai titoli di testa del capostipite della serie cinematografica, prima di diventare personaggio autonomo, per immergerti nel buonumore. (...) Steve Martin, che già si era cimentato in un film di tre anni fa, fa rimpiangere il trionfo dell'ottusità superbamente incarnato da Peter Sellers e nobilita il suo contributo con un che di chapliniano." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 0 marzo 2009)

"Se avete già visto il primo seguito degli 8 film firmati da Blake Edwards, 6 e mezzo con Peter Sellers Clouseau, uno con un claudicante Benigni, sapete già che l'ottimo Steve Martin è all'altezza del ruolo goffo, ma incapace della spontanea verve dell'originale. Si limita al buon ricalco, confidando nelle nuove generazioni ignare. Ha il fiato comico yankee: tempi impostati sulla risata telecomandata e non sull'accumulo demenziale. Ed è troppo sosia dello sciagurato detective delle 'pallottole spuntate'. Se avete visto il trailer, qui vi siete già goduti il meglio: titoli di testa doc, liti con tergicristalli e piatti flambé, voli dalla cappa del camino e da San Pietro: un esilarante papa appeso al balcone. Solita trama/pretesto per gag antipoliziesche e arlecchinate in abito da torero, ma cast illustre: Jean Reno, Andy Garcia italianizzato, Alfred Molina, la dea indiana Aishwarya Ray, Jeremy Irons, Lily Tomlin e John Cleese nei gloriosi panni dell'ispettore capo Dreyfus. Solo sparate nel buio." (Alessio Guzzano, 'City', 6 marzo 2009)
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