La moglie del cuoco

On a failli être amies

FRANCIA - 2014
3/5
La moglie del cuoco
Marithé lavora in un istituto di formazione per adulti e aiuta le persone a trovare la loro vera vocazione. Un giorno le si presenta Carole, moglie complessata che vive all'ombra del marito, Sam, uno chef di fama. Marithé decide di aiutarla a emanciparsi e l'impresa riesce a tal punto che Carole decide di lasciare Sam. Nel frattempo però le cose si complicano, perché Marithé non è insensibile al fascino del cuoco...
  • Durata: 91'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, SENTIMENTALE
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA, (1:2.39)
  • Produzione: MOVE MOVIE, IN COPRODUZIONE CON MARS FILMS, CINÉFRANCE 1888, FRANCE 2 CINÉMA
  • Distribuzione: TEODORA FILM
  • Data uscita 16 Ottobre 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Gianfrancesco Iacono

Chacun son cinema. Marithé, seria e affidabile, è impiegata in un istituto di formazione professionale; Carole, donna svampita e piena di complessi, ha sempre vissuto all’ombra del marito Sam, celebre chef. Quando Carole si rivolge a Marithé nella speranza di trovare un lavoro indipendente e di riuscire a emanciparsi, fra le due donne nasce pian piano una bizzarra amicizia. Le cose, tuttavia, sono destinate a complicarsi perché, se da un lato Carole rivela ben presto di avere un amante, dall’altro lato Marithé e il bel cuoco Sam si attraggono come calamite.
Prendiamo ingredienti triti e ritriti: triangoli amorosi, amori di mezza età e dittici più che rodati come cucina-e-sentimenti, agitiamo bene aggiungendo un velo di eleganza francese e teniamo tutto in forno per novanta minuti.
Anne Le Ny, direttamente dal cast di Quasi amici, passa qui dietro la macchina da presa e confeziona una commedia sentimentale coi fiocchi, da vera gourmet dell’intrattenimento intelligente, immune da scivoloni volgari e altre banalità.
Regia sobria, script misurato e interpreti affiatati (Karin Viard/Marithé e Emmanuelle Devos/Carole sono adorabili).
Il cuore (e il corpo) sono soddisfatti. Chapeau.

CRITICA

"Commedia ad alto gradimento (...). Diretto da un'attrice che sa come trattare le sue pari (le quasi amiche Karin Viard ed Emmanuelle Devos manovrano gli incroci della storia per intero) il film è una variazione piacevole sul triangolo, complicità di donne come in una serie e un manuale di psicologia aperto sulle pagine facili. L'autrice sfoglia caratteri, parla di lavoro e dal piccolo ingrandisce le patologie, come fece Vincente Minnelli nel capolavoro 'La tela del ragno', 1955, ambientato in una clinica psichiatrica e citato dalla regista come massimo esempio di una narrazione del quotidiano che ti lascia vedere anche altri spaventi ." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 16 ottobre 2014)

"(...) una commedia sentimentale e brillante secondo un armonioso equilibrio, recitata da tre attrici e un attore ben funzionali e affiatati. Sono: Karin Viard ('A tempo pieno' di Cantet, 'Potiche' di Ozon, 'Polisse'), Emmanuelle Devos ('Il figlio dell'altra'), la stessa regista, come tale esordiente, Anne Le Ny ('Il gusto degli altri' di Agnès Jaoui, 'Quasi amici', 'La guerra è dichiarata' di Valérie Donzelli), e Roschdy Zem ('Indigènes' di Bouchareb ). Al contrario di un esagerato numero di commedie italiane: piene di pretese ma né armoniosamente confezionate né ben recitate." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 16 ottobre 2014)

"Troppa carne al fuoco (è il caso di dirlo), cotta male. Ne esce un piatto poco saporito, non da stella Michelin." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 17 ottobre 2014)

"Ancora CC, Cinema e Cucina, come nel recente «Amore, cucina curry», ancora CC, Cinema e Conflitti, che sempre si accompagnano tra i primi e i secondi piatti, dolce escluso (arriva alla fine). I conflitti sono, ovviamente, di tipo sentimental-familiare: mi ami, non mi ami, pasta o fagioli? La commedia, firmata dalla francese Anne Le Ny, alla sua quarta regia (ma è anche attrice: c'è anche qui nel personaggio di Nathalie), è gustosa come i piatti che via via ci spiattella sullo schermo (peccato che sono solo da guardare). Questo è un film di donne, anche se al centro c'è un uomo, un cuoco di vaglia, più bravo tra i fornelli della cucina del suo ristorante che nell'intimità coniugale. (...) La commedia procede su (...) sviluppi piuttosto prevedibili, anche se ben confezionati. Essendo questo un film tutto al femminile - compresa la regista e sceneggiatrice - «La moglie del cuoco» si regge soprattutto sull'interpretazione di due eccellenti attrici, Karin Viard nel personaggio tra il serio e il faceto di Marithé, e Emmanuelle Devos in quello della combattuta e un po' immusonita Carole. Il cuoco Sam, esperto nel cucinare a suo modo anche... il cuore delle donne, è il muscoloso Roschdy Zem, francese di origine marocchina premiato a Cannes nel 2006. Il bello del film sta nel come scruta, sonda, rivela spoglia la psicologia femminile, intrigante e complessa, ricca di sfaccettature appassionanti e di sorprese (l'immaginazione delle donne non ha confini). L'esperta regista Le Ny punta spesso sui volti delle due protagoniste e sui loro occhi la macchina da presa, ben consapevole che, soprattutto gli occhi, sono la finestra dell'anima. Il film, tutto sommato, ci lascia senza deluderci, sostanzialmente con la convinzione, che già noi avevamo, che le donne sono straordinarie anche- come diceva il drammaturgo Samuel Beckett - «con la loro mania di far dormire gli altri nel modo in cui loro gli fanno il letto». Ma va bene così. Meglio un letto fatto che sfatto. Parola di single." (Franco Colombo, 'L'Eco di Bergamo', 22 ottobre 2014)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy