La leggenda degli uomini straordinari

The League of Extraordinary Gentlemen

USA, GERMANIA - 2003
La leggenda degli uomini straordinari
La vicenda, ambientata nell'Inghilterra vittoriana modernizzata, racconta l'impegno di uno strano gruppo di supereroi per salvare il mondo dai piani del malefico "Fantom". Il gruppo, guidato dal leggendario Allan Quatermain, si avvale delle invenzioni tecnologiche del capitano Nemo tra cui il Nautilus, detto anche Spada dell'Oceano, una straordinaria macchina subacquea dotata di armi potenti e con un equipaggio addestrato ad ogni tipo di battaglia e situazione pericolosa. A loro si uniscono l'agente Sawyer, un avventuriero coraggioso e abile con la pistola, Rodney Skinner, 'ladro gentiluomo' diventato invisibile dopo aver rubato la pozione per scomparire alla vista inventata da Hawley Griffin, l'immortale Dorian Grey, il Dott. Jeckyll che si trasforma nel potente e bestiale Mr. Hyde, un'arma invincibile in grado di spezzare l'acciaio, fracassare teste e respingere con il suo corpo i proiettili. Tra loro c'è un unica donna, Mina Harker, diventata vampiro dopo essere stata morsa da Dracula, è riuscita a dominare gli istinti propri dei non-morti ma a sfruttarne i poteri: si muove alla velocità della luce, penetra attraverso le materie organiche e inorganiche, comunica con i pipistrelli.
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, THRILLER, FANTASY
  • Tratto da: dall'omonimo fumetto di Alan Moore e Kevin O'Neill
  • Produzione: 20TH CENTURY FOX, FLYING COLOURS PRODUCTIONS, ANGRY FILMS, JD PRODUCTIONS, MEDIASTREAM 1. PRODUCTIONS
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX
  • Data uscita 10 Ottobre 2003

RECENSIONE

di Oscar Cosulich
Parlare dei rapporti tra film e fumetti equivale a ripercorrere praticamente l'intera storia del cinema. Se oggi è facile rimanere colpiti dallo sfavillare di kolossal come X-Men, Spider-Man e Hulk, non si deve dimenticare che il primo incontro ufficiale tra comics e grande schermo risale addirittura a Happy Hooligan (noto in Italia come Fortunello), poetico personaggio creato nel 1900 da Frederick Burr Opper e trasposto nel 1901 sullo schermo in un omonimo film diretto e interpretato da James Stuart Blackton, regista che è uno dei pionieri dell'animazione. Alan Moore è uno dei più geniali innovatori del linguaggio dei comics contemporanei. Sceneggiatore di Watchmen (definito da Terry Gilliam come il Guerra e Pace dei fumetti), ha già al suo attivo due graphic novel diventate film: From Hell e The League of Extraordinary Gentlemen. Se il film/fumetto dedicato a Jack the Ripper attingeva specialmente alla ricca documentazione storica di Moore, per arricchire l'interpretazione di Johnny Depp, The League coglie fino in fondo l'ironia sotterranea dell'autore inglese. La leggenda degli uomini straordinari (questo il titolo italiano) diretto da Stephen Norrington e interpretato da Sean Connery, mette in scena il divertissement di Moore aggiungendovi nuove trovate, grazie alla fantasia dello sceneggiatore James Dale Robinson, già autore di comics di successo. Nel fumetto, immaginato come parodia di un libro d'avventure educativo per giovani lettori, Moore inventa un'improbabile squadra di agenti speciali, attingendo da diversi classici della letteratura fantastica. Si tratta di Allan Quatermain, il Capitano Nemo, Mina Harker, il dott. Jeckyll (con l'inevitabile alter ego Hyde) e l'Uomo Invisibile. Il gioco è allargato nel film, che coinvolge anche Tom Sawyer, Dorian Gray e concede altre battute "in tema", come quando l'autista/nostromo di Nemo si presenta dicendo "Chiamatemi Ismaele", strizzando l'occhio a Moby Dick. Più che film/fumetto, dunque, La leggenda degli uomini straordinari è una rilettura fumettistica dei cliché letterari trasposta al cinema. Un pretesto per le sontuose invenzioni scenografiche della canadese Carol Spier, già collaboratrice di Cronenberg e per le trovate di Janek Sirs, supervisore degli effetti visivi, vincitore di un Oscar con Matrix, che ha lavorato con registi visionari come Tim Burton e i fratelli Coen. La scelta programmatica di divertire elimina ogni obbligo di plausibilità (eccezionale, al proposito, la trovata di far navigare il Nautilus nei canali di Venezia), liberando anche il film del fardello retorico che spesso affligge pellicole del genere.

CRITICA

"Basato su uno dei romanzi a fumetti di Alan Moore, un film a priori demente: un delirio postmoderno in salsa gotica che ha tutti i numeri per diventare un cult. (...) Tutte le obiezioni sono ammesse. Che Sean ammicca troppo, che Parigi, Venezia o il Polo sono realizzati con maquettes di cartapesta, che il signor Hyde somiglia troppo a Hulk. Detto ciò, 'La leggenda degli uomini straordinari' è una bizzarria che gronda buonumore, regge sorprendentemente bene sul piano della narrazione, contiene perfino qualche buona battuta. E' poco?". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 11 ottobre 2003)

"Tanto il fumetto era bello, tanto il film di Norrington è privo di idee e raffazzonato: fotografia buia, effetti speciali scadenti, dialoghi e interpretazioni tirate via. I pesanti tagli al montaggio creano momenti surreali in cui non si capisce niente. La produzione ha avuto parecchi problemi, tra cui l'alluvione di Praga che ha distrutto il set e il pessimo rapporto tra Connery (ai minimi sindacali) e Norrington. Tutto ciò nel film si vede, si sente e si tocca". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 10 ottobre 2003)

"In mezzo, ad opera di una storia rumorosa rappresentata da una regia tutto chiasso, c'è un po' di tutto e sempre alla rinfusa: da una corsa pazza di un'auto del futuro fra le calli di Venezia mentre attorno crollano chiese e campanili a un viaggio sottomarino in un Nautilus che sembra un tempio indiano, a combattimenti corpo a corpo e all'arma bianca mentre Dorian Gray tradisce, la donna vampira morde sul collo e Quatermain, con un passato familiare dolente, viene ai ferri corti con 'M'. Recitando come se lo 007 fosse lui". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 17 ottobre 2003)

"A titolo roboante, 'La leggenda degli uomini straordinari', film deludente. Stephen Norrington non ne ha colpa: è un tecnico che - con buoni soldi, buona sceneggiatura e buoni attori - ha fatto buoni film ('Blade', 'La vera storia di Jack lo squartatore'). Avendo stavolta solo buoni soldi, ha diretto un polpettone". (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 10 ottobre 2003)

"Piacerà a chi ama la grande avventura zeppa di effetti speciali, sì, ma anche non priva di belle puntate umoristiche (il modello è sempre 'Indiana Jones'). La scena super? Il Nautilus che affiora sul Canal Grande". (Giorgio Carbone, 'Libero', 10 ottobre 2003)

"Il cinema gioca con le storie perché l'uomo, da quando esiste, gioca con le storie. Per questo la nostra 'Leggenda', pur essendo un film fracassone e abbastanza decerebrato, comunica un irresistibile piacere del testo, come direbbero Umberto Eco e Roland Barthes. E' una mezza boiata, certo: ma ogni volta che fa capolino un nuovo/vecchio personaggio, il lettore esperto prova l'eterno gusto di 'riconoscere' ciò che già sa". (Alberto Crespi, 'L'Unità', 10 ottobre 2003)

"Il film è un susseguirsi ininterrotto di effetti poco speciali; gli interpreti non sono bravi, Connery ha un'indifferenza da astante, da passante per caso; il regista Stephen Norrington lavora tirando via con distrazione. Non si capisce perché snaturare e alterare un fumetto molto apprezzato e di gran successo; da un altro lavoro di Alan Moore è stato tratto due anni fa l'affascinante 'La vera storia di Jack lo Squartatore' con Johnny Depp". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 11 ottobre 2003)

"Nel film di Stephen Norrington ci sono collaudati scoppi, rovine improvvise, Venezia, Parigi e Londra ricostruite, mostri, giganti, inconsci che vanno a fuoco. Certo, nella confusione pop, Connery, dotato di fucile africano per safari, ha un sorriso che sfocia in mille sfumature, ma anche gli altri, tra una mutazione e l'altra, si dan da fare". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 11 ottobre 2003)
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