LA FIGLIA DEL CAPITANO

ITALIA - 1947
Il giovanissimo e nobile alfiere Pietro viene assegnato ad una piccola guarnigione, in un fortino della Siberia. Durante il viaggio, soccorre un cosacco mezzo intirizzito, e gli regala la propria pelliccia. Nel forte viene accolto cordialmente dal capitano comandante. Lo colpiscono la bellezza e la grazia di Mascia, la figlia del capitano: se ne innamora ed è ricambiato. Si attira così l'odio implacabile di un altro ufficiale, Svabrin, che da anni ama inutilmente la fanciulla. Passano dei mesi: la Siberia è percorsa da bande di ribelli, capeggiate da Pugaciof, che si spaccia per lo zar Pietro III. I ribelli danno l'assalto al fortino e lo prendono. Il capitano viene impiccato, il rivale di Pietro fa atto di omaggio a Pugaciof. Pietro sta per essere impiccato, ma Pugaciof riconosce in lui l'ufficiale, che l'ha soccorso, e gli dà un salvacondotto per Oraniemburg. Al momento di partire, Pietro scopre che Svabrin tiene prigioniera Mascia che egli credeva al sicuro. Per liberare la fanciulla diserta da Oraniemburg; ma viene preso dai ribelli e condotto al forte. Il forte vien ripreso dagli imperiali. Accusato ingiustamente d'alto tradimento da Svabrin, Pietro sta per essere giustiziato insieme a Pugaciof, quando Mascia riesce ad ottenere la grazia dall'imperatrice Caterina.

CAST

NOTE

- AIUTO REGIA: IVO PERILLI

- COLLABORAZIONE AL MONTAGGIO: GIULIANA ATTENNI

- NASTRO D'ARGENTO 1947 PER LA MIGLIORE SCENOGRAFIA

CRITICA

"[...] Non rimane che prendere atto dei pregi spettacolari di questa ennesima variazione puskiniana. E' un film che piace e piacerà in tutti i suoi giri, perchè è realizzato con dignità, con cura e con una certa ambizione artistica. Di eccellente fattura i costumi, un po' prepotente, ma a posto, il commento musicale di Previtali". (L'Operatore, "Intermezzo", n. 21/22 del novembre 1947).
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