La duchessa

The Duchess

GRAN BRETAGNA, ITALIA, FRANCIA - 2008
La duchessa
Inghilterra, XVIII secolo. La duchessa Georgiana del Devonshire è una donna molto bella e anticonformista. Ma dietro la facciata fortunata e mondana, nasconde un matrimonio infelice con uno degli uomini più ricchi d'Inghilterra che non la ama e la tradisce alla luce del sole. Per scampare all'infelicità coniugale, Georgiana diventa sempre più attiva all'interno del movimento politico ed entra in contatto con Charles Grey, un giovane ed ambizioso politico che le farà scoprire il vero amore.
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, STORICO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION PANAFLEX MILLENNIUM XL, 35 MM (KODAK VISION 2383) (1:2.35)
  • Tratto da: biografia "Georgiana" di Amanda Foreman (ed. Rizzoli, 2000).
  • Produzione: QWERTY FILMS, MAGNOLIA MAE FILMS, PATHE RENN PRODUCTIONS, BIM DISTRIBUZIONE, BBC FILMS, PARAMOUNT VANTAGE
  • Distribuzione: BIM, DVD E BLU-RAY: BIM / 01 DISTRIBUTION HOME VIDEO (2009)
  • Data uscita 24 Dicembre 2008

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Biopic sulla bella, sofisticata e tormentata Georgiana Spencer, settecentesca Duchessa di Devonshire, La Duchessa (The Duchess) di Saul Dibb si costruisce sul ménage à quatre tra Georgiana (Keira Knightley), il marito Duca, despota e “insensibile” (Ralph Fiennes), la sua amica e poi amante del Duca Bess (Hayley Atwell) e la sua passione (Dominic Cooper), cui dovrà forzatamente rinunciare.
Ambientato, prevalentemente, nelle vere, sfarzose e solitarie location dell’epoca, arricchito da costumi di cui le attrici si “spogliano” progressivamente – per contribuire all’attualizzazione del soggetto – The Duchess non si discosta dai pregi – setting, costumi appunto, e scenografie – dei film in costume, ma nemmeno sa tenerne a bada le insidie: struttura classica, se non classicista, ritmo al lumicino, introspezione psicologica di facciata, e diffusa polverosità.
Salde sono le interpretazioni dei quattro attori, con menzione speciale a Fiennes, perfetto nell’immobilità – sesso a parte – psico-affettiva del Duca, “menzioncina” alla Knightley, che sulle esili spalle si porta tutto il film, e citazione per Charlotte Rampling, la madre di Georgiana.
Tolto il parallelo con la discendente Lady Diana, l’ovvio gioco di specchi tra condizione femminile allora e oggi, la dicotmia sfera privata e sfera pubblica, rimane poco, e quasi nulla di nuovo, eccetto l’interessante parallelo tra celebrità ieri e oggi, con i vignettisti che seguivano le star come oggi fanno i paparazzi. Si scrive Duchessa, si vede un discreto film in costume, ben recitato, e pericolosamente noioso.

NOTE

- ANTEPRIMA, FUORI CONCORSO, AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (III EDIZIONE, 2008).

- RALPH FIENNES E' CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2009 COME MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA.

- OSCAR 2009 PER I MIGLIORI COSTUMI. IL FILM ERA CANDIDATO ANCHE PER LA MIGLIOR SCENOGRAFIA.

CRITICA

"Tratta da 'Georgiana' di Amanda Foreman (Rizzoli), la parziale biografia è però soffocata dalla ricchezza e dall'ostentazione: vestiti preziosi, vaste bellissime residenze, prati verdi sconfinati, magnifici pointer da caccia, eserciti di servitori. Qualità cinematografica poca, divertimento molto." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 26 ottobre 2008)

"Fuori concorso è passato anche 'La Duchessa' di Saul Dibb, rievocazione romanzata delle vicende di Georgiana Spencer, famosa per bellezza, indipendenza e sfortuna nella repressiva Inghilterra di fine Settecento. Come si capisce dal cognome, un'antenata di Lady Diana, su cui il film costruisce una impalcatura di similitudini forzate, sconnessi richiami attualistici e strizzatine d'occhio finto-femministe: a parte il fastidio di trovarsi di fronte a una rielaborazione malissimo riuscita dello spunto vincente di 'Marie Antoinette', davvero un campionario di melensaggini, patinature e scene madri da mediocre fiction tv. Metteteci anche l'anoressica Keira Knightley, Ralph Fiennes ridotto a imparruccato manichino, e Charlotte Rampling impegnatissima a 'fare le facce' - per ottenere il risultato di una pedestre pantomima." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 26 ottobre 2008)

"'La Duchessa' non ha ambizioni di ricostruzione storica, quanto di evoca un'emancipazione personale, per far felice un pubblico femminile che in Georgiana vedrà Diana e che in Diana vedrà se stesso: implicito che nel duca si intraveda il principe (Carlo). Charlotte Rampling è la madre di lei, ansiosa di cederla a un aristocratico di rango." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 26 ottobre 2008)

"Nonostante i possibili rimandi alle lacrime versate da Lady D, il film resta come raggelato nella sua composta eleganza e nella sua nuova algida bellezza, senza aggiungere niente di nuovo alla consolidata tradizione dei film storici di scuola inglese dove foto (Guyla Pados), costumi (Michael O'Connor) e scenografia (Micharle Carlin) servono soprattutto a incorniciare bene gli attori." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 26 ottobre 2008)

"Dopo 'Orgoglio e pregiudizio' Keira Knightley si lancia con 'The Duchess' in una prova di doglie a precipizio. Avrà ben cinque bambini nel film in costume di Saul Dibb che si diverte a raccontare con brio la storia di una bella ribelle inglese. (...) Cattive ragazze inglesi in costume? No. Il film di Dibb è un inno all'emancipazione femminile (bellissimo il rapporto di amore-odio-perdono tra Georgiana ed Elizabeth) e una prova lodevole della Knighltey che dopo la meravigliosa Liz di 'Orgoglio e pregiudizio' cerca più controllo, amarezza e dolore. I primi due li trova. Il terzo no. E' la prima volta che la diva inglese è madre. Ma non sarà l'ultima volta che proverà a vincere l'Oscar." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 27 ottobre 2008)

"Tratto dalla biografia di Amanda Foreman, che vede Georgiana come la fusione tra Diana Spencer e Marilyn Monroe, e diretto da Shaul Dibb, il film mostra tutta la modernità di una donna anticonformista e controversa, raffigurata dai vignettisti sui giornali come oggi fanno i paparazzi con le star, costretta a consumare la propria giovinezza tra parrucche e corsetti, lussi e privilegi, stanze vuote e mura che trasformarono la sua esistenza in una dorata prigionia." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 16 ottobre 2008)
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