La donna del treno

ITALIA - 1999
La donna del treno
Maria Laura Morelli, giovane magistrato, sta rientrando in treno da Roma a Rieti, quando il suo sguardo incontra quello di un giovane sconosciuto. E' il colpo di fulmine. Quella sera stessa sono l'una nelle braccia dell'altro. Il mattino seguente, Laura saluta il suo misterioso amante convinta di non vederlo mai più. Ma non sarà così. La donna viene incaricata di dirigere le indagini sull'omicidio di tale Alvaro Tonelli. Il principale indiziato è il ragazzo con cui ha trascorso la notte d'amore. Mino Tonelli, questo è il suo nome, fratello della vittima che dichiara di avere un alibi. Ha trascorso la notte con una signora di cui non vuole rivelare l'identità. Ma un particolare, sul quale il giovane sta mentendo, turba profondamente la donna. Nel corso delle indagini, Mino, pur dichiarando la propria innocenza, non fa nulla per dimostrarla, al punto che nuovi indizi costringono Maria Laura a incriminarlo e poi a presentare le dimissioni quando arriva a sospettare di essere stata strumentalizzata da lui, pur continuando a credere che Mino sia innocente. Nelle quarantotto ore prima che le dimissioni diventino effettive, continua a scavare nel passato della vittima e alla fine arriva alla soluzione del caso.
  • Durata: 180'
  • Colore: C
  • Genere: POLIZIESCO, MINISERIE TV
  • Produzione: TURI VASILE PER LASER FILM PER RAI CINEMAFICTION

NOTE

- MINISERIE TV DI 2 PUNTATE DA 90', TRASMESSA DA RAIDUE IL 2 E 4 MARZO 1999.

- MEDIA D'ASCOLTO 5.220.

- ART DIRECTOR: LUCIANO SAGONI.

CRITICA

"L'attuale clima di euforia da fiction all'italiana poco concede a un esercizio critico non demolitorio bensì ammirato. Perché rare sono le occasioni di sorpresa positiva. Una di queste rare eccezioni è stata offerta dal film tv "La donna del treno": una miniserie che traduce al meglio l'idea di cinema per il piccolo schermo. Anzitutto con una storia ben sceneggiata e recitata, all'interno di un disegno che complessivamente ha poche sbavature. Dalla colonna sonora alla fotografia tutto è infatti credibile come storia vera e allo stesso modo avvincente come finzione dalle tinte gialle. I due interpreti principali, Antonella Fattori e Alessio Boni, sono molto bravi. E tali in forza del loro essere due attori e non dei miracolati catodici. Dei riciclati da varietà." (Giorgio Triani, "ItaliaOggi", 4 marzo 1999)
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