LA DAMA BIANCA

ITALIA - 1938
Un giovane avvocato e sua moglie si recano in un albergo d'alta montagna a passare l'estate. L'avvocato è molto frivolo e la consorte l'ha costretto appunto a scegliere una residenza alpina, per evitare le avventure amorose che egli intesseva nelle stazioni balneari. Ma l'albergo scelto ospita una misteriosa signora che, ogni notte, si reca nelle stanze degli uomini nascosta in un velo bianco e regala loro un bacio. Anche l'avvocato riceve la visita della sconosciuta e sospetta si tratti di sua moglie. Quando però sente che un altro villeggiante è stato baciato nella stessa notte dalla Dama Bianca, si ingelosisce e si irrita. La moglie contava appunto su questo per riconquistare l'affetto del marito. Dopo alcune scene, più o meno movimentate, i coniugi, infatti, si riappacificano.

CAST

NOTE

AMBIENTI: NINO MACCARONES - SUONO: MARIO AMARI
DIRETTORE DI PRODUZIONE: VALENTINO BROSIO
FONICO: MARIO AMARI E GIOVANNI BIANCHI
AIUTO REGIA: CARLO BORGHESIO E PAOLO MUFFA
REGISTRO CINEMATOGRAFICO N. 15
GIRATO NEGLI STABILIMENTI TITANUS-FARNESINA.

CRITICA

"(...) Al solito "la dama bianca" deriva da una commedia; Mattoli l'ha rifatta con molta cura ed impegno, raggiungendo, specie nella prima parte una chiarezza espressiva di ottimo augurio. Ma nella seconda parte le cose s'imbrogliano e tutto si sgonfia. La piacevole commediola, venutole a mancare l'estro e la grazia dell'inizio, finisce in secca, come una barca manovrata da inesperto nocchiero. (...) nel film si fa gran spreco di paesaggi montani e lacustri (il film sembra a tratti una "reclame" della CIT), che con l'azione c'entran ben poco. E anche questo è un difetto di narrazione (...)". (A. Franci, "Illsutrazione Italiana" n. 1, 1 gennaio 1939)
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