King Kong

USA - 1976
King Kong
Fred Wilson viene messo al comando di una spedizione che si prefigge di trovare un ricco giacimento petrolifero su di un'isola sconosciuta. Il gruppo viaggia a bordo di una nave e, nel corso della navigazione, sottocoperta viene trovato un intruso. Si tratta di Jack Prescott, giovane professore di Paleontologia che, avuto sentore della spedizione, vi si è unito clandestinamente per cercare esemplari particolari di fauna. Prima di approdare sull'isola, la nave si imbatte in una tempesta e viene raccolta in mare la giovanissima attrice Dwan. Una volta sulla terraferma, Fred e i suoi compagni si accorgono che, contrariamente alle aspettative, l'isola è abitata. Gli indigeni rapiscono Dwan e la offrono a Kong, un gorilla gigantesco, che venerano come fosse una divinità. Jack riesce a salvarla, mentre Fred cattura il gorilla Kong e, dopo averlo incatenato, lo porta a New York. Ma la natura si ribellerà al volere dell'uomo.
  • Altri titoli:
    King Kong: The Legend Reborn
  • Durata: 135'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAVISION - TECHNICOLOR, METROCOLOR
  • Tratto da: un'idea di Merian C. Cooper e Edgar Wallace e dalla sceneggiatura del film omonimo (1933) scritta da James Ashmore c e Ruth Rose
  • Produzione: DINO DE LAURENTIIS PER PARAMOUNT PICTURES, DINO DE LAURENTIIS COMPANY
  • Distribuzione: TITANUS - DOMOVIDEO

NOTE

- REMAKE DELL'OMONIMO FILM DEL 1933 DIRETTO DA MERIAN C. COOPER E SCENEGGIATO DA JAMES ASHMORE CREELMAN E RUTH ROSE.

- OSCAR 1977 PER I MIGLIORI EFFETTI VISIVI (CARLO RAMBALDI, GLEN ROBINSO, FRANK VAN DER VEER).

- GOLDEN GLOBE 1977 A JESSICA LANGE COME MIGLIORE ATTRICE EMERGENTE.

CRITICA

"Le scarse variazioni nella trama, anche se tali da conferire al gigante un simbolo di contestazione nei confronti dei colossi commerciali moderni (ditte petrolifere, eccetera), obbligano al confronto tra questo remake e l'originale del 1933. Il vecchio 'King Kong', privo di certi spunti realistici della nuova opera, possedeva forse una maggiore carica fiabesca e magica. Il nuovo, viceversa, ricco di miliardi spesi con notevole serietà, la vince sul piano della tecnica cinematografica. Infatti, se alcune sequenze (...) possono commuovere e colpire nei sentimenti, in realtà la presenza del regista rimane di gran lunga surclassata dalla presenza del fenomeno 'Kong' come prodotto di un artigianato (quello di Carlo Rambaldi) ormai da iscrivere nell'albo dei prestigiatori del trucco cinematografico. La scioltezza del gigante artificiale, le sue azioni, l'espressione dei sentimenti sono di un antropomorfismo che sbalordisce chi sa intravvedere i problemi tecnici che sono stati risolti, e convince anche chi segue soltanto il racconto come tale". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 82, 1977).

"Con i venti miliardi di Dino De Laurentiis e i prodigi tecnici di Carlo Rambaldi (Oscar), John Guillermin ricostruisce una celebre e tenera love story dal finale crudele tra liane e grattacieli, rallegrandola con qualche lampo di ironia. Jessica Lange, debuttante dal volto provocante e dalle gambe parlanti, ha già la grinta per tenere a bada un intero zoo". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 7 marzo 2001)
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