Jovanka e le altre

Five Branded Women

ITALIA - 1959
In una regione della Jugoslavia, occupata dai tedeschi, un gruppo di partigiani lotta contro l'invasore e punisce duramente i cittadini che fraternizzano col nemico. Quando scoprono che cinque delle loro donne hanno avuto rapporti sentimentali con un sergente tedesco, i partigiani, dopo aver ferito quest'ultimo, sottopongono le ragazze alla tosatura e le cacciano dal paese. Le cinque ragazze, capeggiate da Jovanka, che si rivela la più risoluta ed audace, sono costrette ad errare per la regione devastata dal nemico, senza sapere a chi rivolgersi per aiuto. Venute casualmente in possesso di alcune armi, le donne s'uniscono ai partigiani in uno scontro a fuoco con i tedeschi, che sono costretti a fuggire lasciando prigioniero un loro ufficiale. Jovanka, che in cuor suo odia la guerra, non vorrebbe restare con i partigiani, ma per procurare una certa protezione ad una sua compagna che aspetta un bambino, fa violenza ai propri sentimenti e decide di unirsi agli uomini. Nelle file dei partigiani vige una ferrea disciplina e sono soprattutto vietati i rapporti sentimentali; così una delle ragazze, sorpresa mentre s'intrattiene con un giovane, che per lei ha lasciato il suo posto, viene fucilata insieme a lui dopo un sommario processo. La più giovane dà alla luce un bambino: un'altra è costretta ad uccidere un prigioniero tedesco, del quale si era innamorata, quando questi tenta di fuggire. Jovanka partecipa ad un colpo di mano contro i tedeschi, a Zagabria, durante una cerimonia nazista: la lotta violentissima causa gravi perdite da ambo le parti, e alla fine i partigiani sono costretti a ripiegare, fuggendo verso i monti. Jovanka e Velko, il capo dei partigiani, si sacrificano per coprire la ritirata dei compagni.
  • Durata: 110'
  • Colore: B/N
  • Genere: GUERRA
  • Specifiche tecniche: VISTAVISION
  • Tratto da: romanzo omonimo di Ugo Pirro
  • Produzione: DINO DE LAURENTIIS CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: DINO DE LAURENTIIS CINEMATOGRAFICA (1960) - RICORDI VIDEO
  • Vietato 16

CRITICA

"Ma dove la forzatura si fa vizio grave è nell'alterazione del romanzo di Ugo Pirro che ha suggerito il soggetto. Qui è chiara la preoccupazione di introdurre un tema 'a disturbo' con l'implicita riserva di farne ammenda cammin facendo e di arrivare in fondo senza aver preso partito, acrobaticamente dividendo la ragione e il torto in nome della superiore fatalità di un astratto fatalismo." (T. Ranieri, "Bianco e Nero", 3/4, marzo-aprile 1960)


"Malgrado la presenza di scene sentimentali e di violenza, e benché molte azioni dei partigiani siano dettate dall'odio per i tedeschi, il film si riscatta nel finale veramente positivo e nei cinque personaggi femminili che sono una vivente condanna della guerra." ('Segnalazioni cinematoragrafiche', vol. 47, 1960)
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