Italians

ITALIA - 2008
Italians
Fortunato, trasportatore per conto di una ditta di Roma che traffica con le Ferrari rubate negli Emirati Arabi, ha deciso che si vuole ritirare dagli affari e passare il testimone al suo giovane collega, Marcello. I due per l'ultimo viaggio di Fortunato che si rivelerà piuttosto vivace tra notti in discoteca, posti di blocco, un arresto e un'imprevista gara di velocità a bordo delle preziose automobili.

Giulio, cinquant'enne dentista affermato, con un matrimonio fallito alle spalle, è stato invitato ad un convegno a S. Pietroburgo. Giulio non se la sente di partire, anche perché la separazione dalla moglie lo ha fatto sprofondare in una grave depressione. Tuttavia, dietro consiglio di un amico che gli prospetta un soggiorno all'insegna di una terapeutica libertà sessuale, sebbene con varie riserve, decide di partire. Sempre dietro consiglio dell'amico, Giulio entra in contatto con Vito Calzone, strampalato organizzatore on-line di viaggi a sfondo sessuale. A nulla varranno le raccomandazioni per una massima discrezione. Giulio, infatti si troverà coinvolto in una serie di bizzarre situazioni, tra cui un imbarazzante equivoco con Vera, la sua interprete.
  • Altri titoli:
    Italians - Ci facciamo sempre riconoscere...
  • Durata: 116'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: AURELIO DE LAURENTIIS & LUIGI DE LAURENTIIS
  • Distribuzione: FILMAURO (2009) - DVD E BLU-RAY: FILMAURO (2009)
  • Data uscita 23 Gennaio 2009

TRAILER

NOTE

- LE RIPRESE (INIZIATE A FEBBRAIO 208) SONO STATE EFFETTUATE A ROMA, IN MAROCCO, NEGLI EMIRATI ARABI E A SAN PIETROBURGO.

- CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2009 PER: MIGLIOR MUSICA, FONICO DI PRESA DIRETTA, EFFETTI SPECIALI VISIVI.

- NASTRO D'ARGENTO 2009 PERLA MIGLIOR COLONNA SONORA. IL FILM ERA CANDIDATO PER IL NASTRO SPECIALE - COMMEDIA.

CRITICA

"Veronesi ha imparato bene a frullare i lasciti dell'età aurea della commedia cinematografica italiana ispirandosi un po' a Monicelli, un po' a Scola, rinverdendo il modello degli episodi concepiti come platea per gli assoli degli attori." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 23 gennaio 2009)

"L'alchimia del film non è lontana da quella del cinepanettone ugualmente targato FilmAuro: comici in trasferta più sfondi esotici. Ma se nel clima natalizio vige solo la consegna di far ridere, all'ormai rituale appuntamento di febbraio l'ambizione è più alta. Già il titolo 'Italians' (ispirato dalla rubrica di Beppe Severgnini sul Corriere) suggerisce l'opportunità di ricavare un senso da queste storielle. E allora come sono gli italiani all'estero? Truffatori al pari dei due viaggiatori nel deserto, oppure tutti puttanieri come strilla inferocita la bella Xenia in faccia a Verdone? Si finisce per ammettere che prima d'ogni altra cosa sono simpatici, proprio com'era Sordi, anche quando faceva il vigliaccone, il mafioso, il primario .. Simpatico, insomma, anche se il personaggio era odioso. Lo stesso si può dire di Castellitto (qui al vertice del suo talento eclettico), ben sostenuto dal sempre più convincente Scamarcio, mentre Verdone, confermandosi fra i maestri della buffoneria nostrana, si appoggia alla Rappoport, il cui grande talento brilla anche nelle piccole cose, Giovanni Veronesi, regista oltre che sceneggiatore con Ugo Chiti e Andrea Agnello, ha fatto il suo dovere, la produzione non ha guardato a spese e il pubblico si diverte. Siamo nel cinema di consumo, se volete, ma di rispettabile qualità." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 23 gennaio 2009)

"Rispetto ai film americani, i film italiani nascono da una tale inferiorità che non si applica loro lo stesso metro, quindi il voto che gli si attribuisce riflette questa diversa, disagiata realtà. Per gli odierni mezzi di Cinecittà, 'Italians' di Giovanni Veronesi è un kolossal. Ma che piccola figura fa il suo finanziarsi accatastando sfrontate, insistite pubblicità! Il cinema italiano è così: o lo stile pauperistico, detto 'due stanze e cucina', o belle riprese in esterni e all'estero, rese insopportabili dai colori da cartolina e dal vedere più marchi che altro. Peggio. Nel dilatare due storie di viaggio - uno a sud-est, l'altro a nord-est - con diversi personaggi e interpreti, l'esiguità delle idee di partenza affiora. I due episodi reggerebbero mezz'ora ciascuno; durano un'ora ciascuno. Regista e produttore non se ne sono accorti? Improbabile, ma l'avranno ritenuto un dettaglio trascurabile. Se, come prevedibile, gli incassi daranno loro ragione, 'Italians', trarrà vantaggio dalla sua debolezza. Ogni popolo ha i kolossal che merita." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 23 gennaio 2009)

"Imbroglioni ed erotomani, dunque questi 'Italians'? Non solo. C'è anche la simpatia, un'umanità forse un po' loffia ma piena di calore e perfino qualche imprevista resipiscenza di orgoglio nazionale: nella personificazione di uno straordinario Castellitto e di un puntualissimo Verdone, ben appoggiati da Scamarcio e Rappoport, come possiamo non amarli?" (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 23 gennaio 2009)

"'Italians' è un film totalmente diverso da quello che avrete immaginato dal bombardamento di trailer su tutte le tv. È moderatamente comico, ha passaggi molto duri (tra cui un morto assassinato dalla mafia russa), è un melo che fingendosi qua e là una commedia tenta di veicolare un messaggio lievemente moralista: gli italiani sono dei grandi figli di ... che però, al dunque, hanno un gran cuore - soprattutto quando di mezzo c'è la famiglia. (...) La regia di Giovanni Veronesi è super-professionale e il film si vede senza fatica. Unica zeppa: la presenza degli sponsor, ormai prevaricante e stomachevole in tutti i prodotti della Filmauro." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 23 gennaio 2009)
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