Io, Don Giovanni

ITALIA, SPAGNA, AUSTRIA - 2009
Io, Don Giovanni
La vita di Lorenzo da Ponte, l'uomo che non rinuncia al suo animo libertino e alla sua amicizia con Giacomo Casanova, nonostante sia stato ordinato sacerdote. Esiliato da Venezia per 15 anni dalla Santa Inquisizione con l'accusa di appartenere alla Massoneria, da Ponte si rifugia a Vienna dove, grazie ad una lettera di presentazione di Casanova, conosce Antonio Salieri e poi Mozart. Scrive il libretto delle 'Nozze di Figaro', che si rivela un grande successo, e ritrova la giovane Annetta, di cui si era innamorato a Venezia. Dopo un nuovo incontro con Casanova propone a Mozart di scrivere una nuova versione del 'Don Giovanni' e man mano che scrive il testo si immedesima sempre più nel personaggio. La sua passione per Annetta lo spinge a lasciare la sua vita dissoluta e a dedicarsi solo a lei. La prima di 'Don Giovanni', alla presenza dell'Imperatore Giuseppe II, ottiene grande successo.
  • Durata: 127'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, DRAMMATICO, MUSICALE
  • Specifiche tecniche: UNIVISIUM 1:2
  • Produzione: ANDREA OCCHIPINTI, ANDRES VICENTE GOMEZ E IGOR UBALDI PER LUCKY RED, LOLA FILM, EDELWEISS CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: LUCKY RED - DVD: LUCKY RED HOME VIDEO (2010)
  • Data uscita 23 Ottobre 2009

TRAILER

NOTE

- STEFANO SAVINO E' STATO CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2010 PER IL MIGLIOR SUONO IN PRESA DIRETTA.

- PRESENTATO IN ANTEPRIMA, FUORI CONCORSO, ALLA IV EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2009).

- ALDO SIGNORETTI E SUSANNA SANCHEZ NUNEZ SONO STATI CANDIDATI AL DAVID DI DONATELLO 2010 COME MIGLIORI ACCONCIATORI.

CRITICA

"Fotografato da Vittorio Storaro, prodotto dalla Lucky Red di Andrea Occhipinti, il film è curato nei minimi particolari ed è confezionato benissimo, ma manca un po' di pathos e anima nel raccontare la creazione di un opera lirica che narra le gesta di un seduttore irriducibile." (Giampiero De Chiara, 'Libero', 21 ottobre 2009)

"Idea ambiziosa, intrigante... e incredibilmente goffa quando la si vede sullo schermo, recitata da attori improbabili costretti a pronunciare battute impossibili. Una mezza catastrofe che però, di tanto in tanto, diventa sublime: sono i momenti in cui Mozart si impossessa della scena, riempiendo la sala di note perfette e confermandosi, assieme a Shakespeare, il più grande uomo di cinema di tutti i tempi. Non è certo un caso che il 'Don Giovanni' sia stato, anni fa, un gran bel film: quello di Joseph Losey con Ruggero Raimondi, rispettoso della forma - opera e impaginato con classe suprema." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 21 ottobre 2009)

"Il tutto in un'ambientazione d'epoca volutamente finta, ricostruita fra studio ed effetti speciali, e illuminata da par suo da Vittorio Storaro, al quinto film con Saura, in un trascolorare dagli azzurri freddi ai rossi infernali del finale. Abbiamo detto quanto di bene si poteva: il problema è che la storia è raccontata in maniera miserella, con attori che non brillano per carisma (mentre un'attrice si distingue per vera cagneria); e viene da chiedersi perché Saura non abbia realizzato direttamente l'opera, cosa che a giudicare dalle scene musicali del film (con cantanti come Sergio Foresti e la giorgiana Ketevan Kemoklidze) magari gli sarebbe venuta anche bene." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 21 ottobre 2009)

"Il film in verità si apre molti anni prima, immaginando che Casanova (eccellente Tobias Moretti) assista al battesimo con cui l'ebreo Lorenzo rinuncia alla propria religione per essere poi ordinato abate. È la parte potenzialmente più interessante e meno sfruttata della storia, ma è la più confusa sullo schermo. Come fosse un film più lungo ridotto per il cinema, Saura infatti passa veloce sulle traversie politico-amoroso-letterarie di Da Ponte (un seducente Lorenzo Balducci), prete, massone e libertino, per ritrovarlo in esilio a Vienna. Dove il pomposo Salieri (cui Ennio Fantastichini dà interessanti accenti di sofferenza) lo presenta all'imperatore suggerendogli di affiancarlo allo scapestrato Mozart (un fanciullesco Lino Guanciale). Il resto si può immaginare, ma per appassionarsi davvero bisogna aspettare che prenda corpo l'opera, mirabilmente fotografata da Storaro e impreziosita da un fastoso (e futuribile) diorama. Anche perché alle donne del film, incredibile per un Don Giovanni, vengono crudelmente negati fascino e spessore." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 21 ottobre 2009)
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