Il filo invisibile

ITALIA - 2021
2,5/5
Il filo invisibile
Leone, 16 anni e due papà, Simone e Paolo, è nato in California grazie a Tilly, una donna americana che ha aiutato i suoi genitori a farlo venire al mondo. Leone poi è cresciuto in Italia come tutti gli altri bambini, ma vivendo anche le lotte per i diritti a cui la sua famiglia ha partecipato. Tutto questo è raccontato in un breve video che Leone sta preparando per la sua scuola insieme a Jacopo, il suo migliore amico. Proprio mentre, schivando pregiudizi ed equivoci intorno alla sua sessualità, Leone sta per vivere la sua prima storia d'amore, la solidità della sua famiglia sembra andare in crisi... Vivere questa complessa situazione familiare spingerà Leone a riflettere sulla vera natura del "filo invisibile" che lo lega ai suoi papà e a tutti coloro che hanno voluto la sua nascita.
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: VIOLA PRESTIERI, VALERIA GOLINO PER HT FILM
  • Distribuzione: EUROPICTURES (2022)
  • Data uscita 21 Febbraio 2022

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini
Un cast di giovanissimi (Francesco Gheghi, Giulia Maenza, Oscar Matteo Giuggioli ed Emanuele Maria Di Stefano) e un tema più che mai attuale: le famiglie omogenitoriali.
È Il filo invisibile, il film (ora in sala e su Netflix dal 4 marzo) diretto da Marco Simon Puccioni e tratto direttamente dall’esperienza della sua famiglia arcobaleno, formata con il produttore Giampietro Preziosa e i due figli Denis e David.
Qui i due papà sono interpretati da Francesco Scianna e Filippo Timi e il regista, che già aveva raccontato nei suoi precedenti doc Prima di tutto (2012) e Tuttinsieme (2020) la propria esperienza di padre e la sua storia (lui e il suo compagno hanno procreato due figli da due mamme consapevoli, “una mamma-pancia”, che li ha tenuti in grembo, e una “mamma-uovo”, donatrice degli ovuli), in questo caso decide di adottare il registro della commedia.

Puccioni lascia dunque volutamente i temi ideologici e politici sullo sfondo (come la legge Cirinnà sulle coppie formate da persone delle stesso sesso o il ddl Zan) e sceglie di mettere al centro il tema della famiglia e dei suoi disastri.

Protagonista assoluto è il giovane sedicenne Leone, interpretato dal bravo Francesco Gheghi (incredibile la sua somiglianza con Tom Holland, attore britannico ormai sulla cresta dell’onda ovvero il celebre Spider Man, ora al cinema con Uncharted).

Ecco, questo piccolo Spider-Man italiano ha ben altri problemi, non deve combattere l’incantesimo dell’oblio, ma lotta ogni giorno contro l’omofobia e i pregiudizi (“mi hanno dato tutta la vita del gay per via dei miei genitori, ma non è una malattia contagiosa”) e per far riconoscere i diritti della sua famiglia.

Una famiglia 2.0 che a ben guardare non è assolutamente diversa da quelle tradizionali. Morale: i legami biologici poco contano, quel che conta è l’amore.

 

Il messaggio non è nuovo (anni fa lo espresse meravigliosamente l’immortale Filumena Marturano nella commedia di Eduardo De Filippo: “I figli so’ tutti uguali, e sai che so? So’ piezz’e core”), ma il tema (anche a livello legislativo) è ancora molto conflittuale.

E di certo contemporaneo. Sebbene sviluppato in modo molto semplice, la chiave leggera è quella giusta per farlo arrivare al grande pubblico, compresi i millenials. Un modo per rendere questo filo non invisibile. Anzi.

NOTE

- DISPONIBILE SU NETFLIX DAL 4 MARZO.
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