IL DIARIO DI BRIDGET JONES

BRIDGET JONES'S DIARY

FRANCIA, GRAN BRETAGNA - 2001
IL DIARIO DI BRIDGET JONES
TRAMA CORTA
Bridget è una ragazza perennemente in lotta con la bilancia, il suo lavoro, la mancanza di un uomo, gli anni che passano e le molte - a suo dire - sue imperfezioni. Come buon proposito per l'anno nuovo, decide di prendere in mano la sua vita tenendo un diario nel quale scrivere sempre tutta la verità. I fuochi d'artificio iniziano quando il suo affascinante, ma inaffidabile, capo comincia ad interessarsi alla 'bizzarra' miss Jones. Si getteranno nella mischia anche una banda di eccentrici amici e, soprattutto, una nuova conoscenza, che sembra poco simpatica ma in seguito riserverà delle sorprese.

TRAMA LUNGA
Arrivata a 32 anni, Bridget Jones è una 'single' e i suoi obiettivi, dimagrire e trovare il vero amore, le appaiono irraggiungibili. All'inizio dell'anno Bridget decide di scrivere un diario. Mentre i suoi amici Jude, Sharon e Tom le danno consigli del tutto impraticabili, Bridget si trova divisa tra due uomini: Daniel Cleaver, il suo capoufficio, affascinante ma pericoloso; e Mark Darcy, amico di famiglia, avvocato di sucesso ma poco interessante e difficile al dialogo. Una sera Daniel e Bridget vanno a cena insieme e poi finiscono a casa di lui. Lei sembra contenta, e lo è ancora di più, quando poco dopo trascorrono insieme un week-end fuori Londra, partecipando ad una festa in maschera organizzata dai genitori di Bridget. Daniel però rientra da solo in città, con la scusa di doversi preparare per una riunione del giorno dopo. La mattina Bridget va da lui, e scopre che in casa c'è Lara, una collega della sede americana. Andata via furiosa, Bridget lascia poi anche il lavoro, e va in una televisione privata. Ad una festa, Bridget incontra Mark, il quale alla fine le dice che lei gli piace...proprio così com'è. Ma qualcosa arriva sempre ad interrompere gli accenni di dialogo tra i due. Dopo momenti di imbarazzo tra Mark e Daniel, presentatisi entrambi alla festa di compleanno di lei, a Natale a casa dei Darcy il padre annuncia che Mark andrà a lavorare in America e si sposerà. Bridget protesta e scappa. Giorni dopo, mentre sta per partire con gli amici, Bridget si vede di fronte Mark: è tornato per stare con lei. Anche l'ultimo equivoco relativo alle frasi del diario viene superato. Mark e Bridget si abbracciano con passione.
  • Altri titoli:
    LE JOURNAL DE BRIDGET JONES
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: ROMANZO OMONIMO (1996) DI HELEN FIELDING NATO NEL 1995 COME RACCONTO SETTIMANALE SUL GIORNALE INGLESE "INDEPENDENT"
  • Produzione: STUDIO CANAL, WORKING TITLE FILMS
  • Distribuzione: UIP, DVD COLUMBIA ( 2002).
  • Data uscita 19 Ottobre 2001

NOTE

NELLA SCENA DEL PARTY LETTERARIO APPAIONO GLI SCRITTORI SALMAN RUSHDIE, SEBASTIAN FAULKES, JULIAN BARNES E JEFFREY ARCHER NEL RUOLO DI SE STESSI.
IL FILM E' STATO GIRATO IN ESTERNI ALLO STOKE PARK CLUB DI STOKE POGES E A WROTHAM PARK A BARNET (CASA DEI DARCY) E A LONDRA: TATE MODERN GALLERY, ROYAL COURTS OF JUSTICE, TOWER BRIDGE (CASA DI DANIEL), STAZIONE DI ST. PANCRAS. GLI INTERNI SONO AMBIENTATI NEGLI SHEPPERTON STUDIOS DI LONDRA.

CRITICA

"Tratto dal best seller di Helen Fielding, il film di Sharon Maguire è una commedia sentimentale a formula. Quel tipo di formula, però, in cui si è specializzato il cinema britannico e che ha l'astuzia di sembrare controcorrente: personaggi quotidiani, una certa disinvoltura sessuale, una dose non aggressiva di femminismo. A scarnificarlo, resta l'ennesima declinazione della fiaba del brutto anatroccolo che, alla fine, trova l'amore vero (...)". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 4 giugno 2001)

"Il film dell'esordiente Sharon Maguire risulta curiosamente bifronte rispetto a 'Quattro matrimoni e un funerale' e a 'Notting Hill', scritti e prodotti dalla stessa squadra. Ovvero cauto e originale, spontaneo e controllato, divertente e prevedibile. Troppo professionale per essere personale, insomma, e viceversa". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 19 ottobre 2001)

"Brillante e vivace con un tocco di acidità, diretto da una regista inglese debuttante, il film è limitato ma piacevole". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 19 ottobre 2001)

"Le fan del libro non possono gioire fino in fondo: dopo l'attacco spiritoso e tonico il tutto va spegnendosi e il torpore è aiutato dall'eccessiva gamma di smorfie buffe della protagonista, capaci di stremare lo spettatore più buonista. Hugh Grant sta fisso al bello e non muta nel repertorio: interpreta il ruolo del bastardo come vivesse ancora nel candido stupore british di 'Quattro matrimoni e un funerale' o 'Notting Hill'. Peccato anche che gli amici di Bridget abitino solo lo sfondo, senza fare coro". (Piera Detassis, 'Panorama', 25 ottobre 2001)
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