IL CORRIERE DI FERRO

ITALIA - 1946
Buc, detto il Corriere di ferro, comanda un raggruppamento di partigiani nell'Appennino bolognese. Non lontano dalle posizioni dei partigiani viene a cadere un giorno un aeroplano americano, inseguito dalla caccia tedesca. I partigiani s'avvicinano all'aeroplano e ne estraggono il pilota, gravemente ferito. Trasportato a Bologna, in casa d'amici, il ferito vien strappato alla morte; ma il forte choc subito nell'atterraggio l'ha reso cieco. Nella casa ospitale è assistito da una gentile fanciulla, Elda: tra i due giovani germoglia un tenero sentimento. Un giorno Giorgio, questo è il nome dell'aviatore, scopre che la madre di Elda è la sua propria madre. Nei giorni della rotta di Caporetto, Giorgio allora bambino, era stato separato dalla madre creduta morta, e portato da parenti in America. La madre, rimasta vedova, è passata a nuove nozze. Resosi conto della delicatezza della situazione, Giorgio abbandona la casa ospitale e coll'aiuto di Buc, si ricongiunge ai suoi commilitoni. Le cure dei medici gli ridanno la vista: tornato a Bologna con gli alleati, apprende che la madre è soltanto la matrigna di Elda. Nulla più s'oppone all'amore dei due giovani.
  • Durata: 80'
  • Genere: GUERRA
  • Produzione: VICTORY INTERNATIONAL COMPANY FILMS
  • Distribuzione: REGIONALE

NOTE

AIUTO REGISTA: VITTORE CACCIARRU E ORESTE PALELLA.

CRITICA

"Un tale genere di film si reggeva fino a qualche tempo fa, sfruttando motivi politico-sentimentali, che stanno ora dileguando al di la del tempo e dello spazio. Questo per il soggetto: in quanto al resto meglio sorvolare". (m.g., "Intermezzo", 13/14/15 agosto 1948).
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