Il castello

The Last Castle

USA - 2001
Il castello
Processato e degradato dalla corte marziale, il pluridecorato generale Irwin viene condannato a scontare la pena in un carcere militare di massima sicurezza diretto con decisione dal colonnello Winter. In un primo momento il colonnello non può fare a meno di provare grande rispetto per il superiore e per il suo glorioso passato. Ma, con il passare del tempo, per i continui scontri sui metodi di gestione del carcere, il rispetto si trasforma prima in rancore, poi in ostilità.
  • Altri titoli:
    The Castle
    Untitled Rod Lurie Project
  • Durata: 131'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, DRAMMATICO
  • Produzione: ROBERT LAWRENCE PER ROBERT LAWRENCE PRODUCTIONS - DREAMWORKS SKG
  • Distribuzione: UIP (2002)
  • Data uscita 19 Luglio 2002

CRITICA

"Consigliamo Il castello ("The last castle") agli affezionati orfani dei "bei filmoni di una volta". Dove filmone equivale a una storia con un preciso filo di racconto, una sceneggiatura, attori in grado di sopportare un primo piano e magari anche con un impegno civile. Tutte qualità che si trovano in questo abbondante film viril carcerario, molto vecchio stile ma anche con un gran ritmo, pieno di passioni, esaltante ed anche un po' esaltato nella retorica della bandiera. (...) Se l'ultima parte è un avventuroso scoppio di spari e aerei ben montato, la prima è gioco a scacchi psico-ideologico, un ricalco classico del prison-movie con l'appello alla coscienza, le scazzottate fra le sbarre, i ribelli pittoreschi, il cinismo dei prepotenti, salvando però il carisma del leader e l'orgoglio di patria". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 20 luglio 2002)

"Ci sono almeno tre motivi di un moderato interesse in questo film. Il primo è la sfida tra il generale Irwin, Robert Redford, e il colonnello Winter, James Gandolfi. (...) Il secondo motivo è che 'Il castello', pensato, diretto e scritto prima dei fatti dell'11 settembre 2001, riverbera, in modo non premeditato, l'anelito della guerra giusta e, soprattutto, il dovere della conquista e della difesa del territorio. Il terzo e ultimo motivo riguarda il regista delle operazioni militar-cinematografiche: Rod Lurie è un ex critico cinematografico, diplomato all'Accademia militare di West Point e per quattro anni è stato arruolato nell'esercito. La messa in scena trasuda retorica e manovre da codice di disciplina. Le due vocazioni della sua vita passata non vanno molto d'accordo". (Enrico Magrelli, 'Film Tv', 24 luglio 2002)
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