Il campione

ITALIA - 2018
3,5/5
Il campione
Giovanissimo, pieno di talento, indisciplinato, ricco e viziato. Christian Ferro è una rockstar del calcio tutta genio e sregolatezza, il nuovo idolo che ha addosso gli occhi dei tifosi di un'intera città e della serie A. Valerio Fioretti, solitario e schivo, con problemi economici da gestire e un'ombra del passato che incombe sul presente, è il professore che viene affiancato al giovane goleador quando - dopo l'ennesima bravata - il Presidente del club decide che è arrivato il momento di impartirgli un po' di disciplina. Tra i due all'inizio saranno scintille, ma presto si troveranno l'uno accanto all'altro, generando un legame che farà crescere e cambiare entrambi.
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: MATTEO ROVERE, SYDNEY SIBILIA PER GROENLANDIA CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION (2019)
  • Data uscita 18 Aprile 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini

“Ah, me so imprecisito?”. Christian Ferro (il bravissimo Andrea Carpenzano) proprio non ci sta a farsi dare del preciso per cui fa bravate su bravate. Ricchissimo e indisciplinatissimo, il giovane ribelle del Trullo è un mito nel mondo del calcio. Questa sorta di Balotelli che, al contrario del giocatore della nazionale italiana, indossa la maglia giallorossa, ha bisogno però di una bella raddrizzata. Ci penserà un professore (Stefano Accorsi), assunto dal presidente del club As Roma (Massimo Popolizio), a preparare questo goleador irrequieto all’esame di maturità.


Dietro il pallone de Il campione, l’opera prima di Leonardo D’Agostini, c’è la scrittura paradossalmente di due donne: Antonella Lattanzi e Giulia Steigerwalt. 


Le due autrici fanno goal, per rimanere in tema, nonostante giochino fuori casa (di fatto il mondo del calcio è più di competenza maschile che femminile).


Senza nulla togliere alla parte calcistica. Assolutamente d’effetto. Per rendere veritiero il racconto e per inserire la storia nella realtà è stato fatto un lungo lavoro preparatorio che si vede (molte scene sono state girate a Trigoria e all’Olimpico e nella realizzazione sono state coinvolte tante squadre tra cui l’As Roma), tanto che Totti in persona (e chi meglio di lui?) si è emozionato dopo averlo visto. Le due sceneggiatrici centrano la rete e l’obiettivo in realtà proprio perché giocano fuori dal campo. 


La storia più importante infatti non è quella del pallone, ma è quella del rapporto d’amore tra il giovane calciatore e il professore, che è l’unico (insieme a una ragazza che lavora alle macchinette del centro sportivo interpretata da Anita Caprioli) a vederlo come una semplice persona con i suoi pregi e i suoi difetti, e non come una star da acclamare o come qualcuno da sfruttare solo economicamente e commercialmente o infine come uno con la Lamborghini e i soldi. 


Sullo stile del bel Veloce come il vento. Non a caso i due film sono uniti dalla presenza di Stefano Accorsi, che lì vestiva i panni di un tossico che comunque insegnava alla sorella l’automobilismo da rally e non solo, ma anche dalla figura di Matteo Rovere. Lì regista e qui produttore insieme a Sydney Sibilia (Smetto quando voglio).


Questo film ha dunque tutti i titoli per inserirsi nello stesso filone di quel cinema italiano che con intelligenza e con sensibilità racconta pezzi di vita. Si può concludere che quel “vento veloce” si è levato anche su Il campione e il suo pallone e speriamo che continui a soffiare sul nostro cinema. 

NOTE

- REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON 3 MARYS ENTERTAINMENT, CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO - FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO.

CRITICA

"(...) Miglior film italiano sul calcio (non ce ne sono tanti) ex aequo con 'Ultimo minuto' (1987) di Pupi Avati. Grazie al coinvolgimento della AS Roma, come quando la Fifa concesse il marchio alla trilogia 'Goal' (2005-2009), due attori fuoriclasse, sceneggiatura smitizzante, regia attenta. Che gioco di squadra. Gol." (Francesco Alò, Il Messaggero, 18 aprile 2019)
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