Il bacio della donna ragno

Kiss of the Spider Woman

BRASILE, USA - 1984
Sudamerica. Valentin, giornalista militante di sinistra, viene arrestato e si trova a dover dividere la cella con Luis Molina, un omosessuale condannato per violenza su un minorenne. Sottoposto a terribili torture, Valentin trova una relativa pace proprio nel compagno di cella che ogni giorno gli racconta trame di immaginari film anni 40 che hanno per protagonista una bellissima donna, una vamp amante di giovani ufficiali nazisti biondi e spietati. Poco a poco i due diventano amici e Valentin inizia ad aprirsi raccontando di sé e della sua storia d'amore con Maria. Non sa che però Molina sta soltanto cercando di estorcergli i nomi dei suoi compagni perché, se ci riuscirà, la direzione del carcere gli ha promesso il rilascio...

CAST

NOTE

- OSCAR 1985 A WILLIAM HURT COME MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA.

- PREMIO COME MIGLIOR INTERPRETE MASCHILE A WILLIAM HURT AL FESTIVAL DI CANNES 1985.

- DAVID DI DONATELLO 1986 A WILLIAM HURT COME MIGLIORE ATTORE STRANIERO.

CRITICA

"Una parte della critica ha rivelato che il film di Hector Babenco è stato concepito in un'ottica riduttiva dell'omonimo romanzo di Manuel Puig. E questo è innegabile. Nel romanzo i sogni di Molina sono infatti più variati, anche se in tutti egli conserva gelosamente e avidamente il proprio ruolo e la propria identità 'femminile'. (...) 'Il bacio della donna ragno' è opera originale, importante e di grande densità. (...) Malgrado ogni contraria apparenza, il tema è quello dell'amicizia tra gli esseri umani, della ghettizzazione per motivi diversi di due uomini, che la natura e gli eventi hanno costretto all'infelicità ed ai margini, nonché al contagio che li concede l'uno all'altro malgrado la loro sostanziale estraneità. Tema notevole, anzi arduo, sulla cui pungente umanità si proiettano e riflettono spezzoni di film ben datati, in cui la passionalità della donna-ragno (prigioniera della propria finissima tela, così come Molina lo è della sua cella) e le violenze dei suoi amanti interferiscono insidiose e vittoriose. L'altro aspetto del film, ma non perciò di maggior spessore, è quello politico, la denuncia di una situazione oppressiva e repressiva e l'isolamento dei 'diversi', con la strumentalizzazione di Molina in danno di Valentin: in un quadro di analisi psicologica e di tensione drammatica ben articolato e accurato. Film, dunque, importante e, per quanto permesso, implicante una tematica complessa e delicata." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 100, 1986)
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