Il 13° guerriero

The 13th Warrior

USA - 1999
Alle soglie dell'anno Mille, nella raffinata Baghdad, il giovane Ahmed Ibn Fahdlan vive in una posizione sociale di alto rango, ma questi privilegi finiscono quando viene scoperta la sua relazione proibita con una donna. Per punizione viene inviato come ambasciatore in una terra lontana. Mentre è in viaggio con il consigliere e servitore Melchisidek, la carovana si imbatte in un manipolo di guerrieri vichinghi. I due gruppi cercano di fare conoscenza. Melchisidek traduce frasi e parole ma non riesce a far cambiare idea a Ibn: per lui, quei vichinghi sono zotici e non vale perdere tempo ad ascoltare i loro racconti sulle misteriose e terrificanti creature che affliggerebbero il loro paese. Ibn quindi vorrebbe ripartire, quando interviene all'improvviso una vecchia indovina che lancia un ammonimento: tredici guerrieri dovranno essere utilizzati per sconfiggere il nemico che perseguita il popolo vichingo, ma il tredicesimo dovrà essere uno straniero di stirpe diversa. Subito individuato come la persona adatta, Ibn viene costretto ad unirsi agli altri per il lungo e difficile viaggio. Guidato da Buliwyf, il gruppo arriva nella nordica terra dei guerrieri, governata dall'anziano re Hrothgar. Ma qui Ibn capisce che il sovrano, la giovane regina Weilew e il perfido principe Wigliff non sono stati in grado di arginare la furia dei loro nemici. Allora i vichinghi si vedono costretti ad ingaggiare ulteriori e terribili scontri.

CAST

CRITICA

"Molto violento e non granché, il film resta abbastanza divertente. Ha pure il fascino di ripresentare quella esistenza medievale fredda, sporca, pericolosa, affamata e brutale che giace al fondo della nostra immaginazione, come un ricordo genetico o una minaccia prossima ventura". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 10 agosto 1999)

"Ogni tanto accade che per l'edizione finale di un film si discute, si litiga e ci si sbrana; e intanto la copialavoro va e viene dalla moviola, tagliata per il dritto e per il rovescio, i mesi passano e quando finalmente arriva sullo schermo la pellicola è già vecchia. E il caso di 'Il 13º guerriero' di John McTiernan, dal romanzo di Michael Chrichton 'Mangiatori di morte'. Che cosa sia successo fra regista e scrittore, produttori in coppia, non si sa esattamente. Certo la vicenda, come appare ora sullo schermo, suscita varie perplessità: ci sono storie iniziate e non finite, personaggi che spariscono insalutati e altri sintomi tipici delle lavorazioni tormentate. Va detto però che nell'insieme il film, nel genere 'fantasy', non è più stupido o narrativamente sgangherato del maggior incasso della stagione 'La minaccia fantasma'". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 10 settembre 1999)

"Il contrasto culturale fra Ahmed e i vichinghi, il modo in cui lui impara la loro lingua, il rispetto per il loro valore che pian piano si fa strada nella mente dello 'snob' arabo sono la cosa più interessante di un soggetto che avrebbe meritato ben altro sviluppo. McTiernan impagina bene le sequenze di battaglia, dando al film un tono corrusco, violento e curiosamente poco 'spettacolare'. Nel complesso 'Il 13° guerriero' sembra uno strano reperto di "cinema di una volta", fuori moda, indirizzato a un pubblico misterioso almeno quanto i mostri della nebbia. Il che, alla fin fine, fa quasi simpatia". (Alberto crespi, 'L'Unità', 10 ottobre 1999)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy