I Vesuviani

ITALIA - 1997
"La stirpe di Iana" - Il culto della dea Iana è perpetuato ancora oggi da una banda di motocicliste che scorazzano lungo le strade della provincia napoletana, seminando terrore e distruzione tra i malcapitati che osano sfidarne l'autorità. Lo imparerà a sue spese la scalcinata banda di malviventi locali, che ha rapito la sorella di una delle ianare...

"Maruzzella" - Maruzzella è un travestito che si aggira come un moderno Fantasma dell'Opera per i corridoi di un cinema a luci rosse, trasformato nella sua dimora personale, fino a che, un giorno, l'incontro con un'angelica spettatrice di film hard, Elvira Lento, cambierà radicalmente la sua vita.

"Sofialorèn" - Toritore, un pescatore che vive al Rione Terra di Pozzuoli, cattura un polipo che di notte si trasforma in una sensuale figura femminile. Un bislacco principe nero che si proclama il fratello della sventurata, spiega al pescatore il triste destino cui la donna è condannata per effetto di un sortilegio. Ma il polipo, che è alloggiato in una tinozza e di notte si trasferisce nel letto di Toritore, troverà suo malgrado la destinazione finale in una padella.

"Il diavolo nella bottiglia" - Fausto, un barbone che passa le notti nelle giostre dei giardini pubblici, acquista da un misterioso individuo una bottiglia nella quale sarebbe intrappolato il diavolo in persona. Il possessore della misteriosa bottiglia potrà vedere esauditi tre desideri, ma sarà poi perseguitato dalla malasorte se non riuscirà a rivenderla ad un prezzo inferiore a quello per cui l'ha acquistata. Fausto trova così la ricchezza e l'amore, ma sbarazzarsi della bottiglia non sarà semplice...

"La salita" - Una landa desolata. E' l'impervio crinale del Vesuvio. Il sindaco di Napoli arranca sulla salita del monte. Durante la salita, accompagnato per un tratto da un corvo, loquace ed ironico interlocutore, incontra diversi personaggi, simboli e testimonianze di un mondo trasformato e deludente.
  • Episodi: La stirpe di Iana - Maruzzella - Sofialorèn - Il diavolo nella bottiglia - La salita
  • Altri titoli:
    The Vesuvians
  • Durata: 120'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, METAFORA
  • Produzione: GIORGIO MAGLIULO PER MEGARIS E MIKADO IN COLLABORAZIONE CON RAI - RADIOTELEVISIONE ITALIANA, TELEPIÙ
  • Distribuzione: MIKADO

NOTE

- PRESENTATO IN CONCORSO ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 1997.

- REVISIONE MINISTERO AGOSTO 1997.

CRITICA

"Esperimento: cinque registi napoletani quasi tutti giovani si uniscono in un film a episodi per raccontare la loro città ma attraverso fiabe, sogni, immaginazioni fantasiose. Quasi un film-manifesto d'un gruppo culturale-creativo importante, se non di una vera scuola napoletana di cineasti: e in questo senso 'I vesuviani' è riuscito, la presentazione d'una aggregazione attuale a Napoli di mestiere e talento anche tecnico del cinema che non s'era mai vista, unica in Italia (il gruppo dei toscani è composto quasi esclusivamente di registi, i filmakers milanesi o torinesi non sono sempre arrivati alle sale cinematografiche, agli spettatori). Da altri punti di vista, invece, 'I vesuviani' è poco riuscito, ma almeno due dei cinque episodi che lo compongono sono interessanti. Mario Martone, ne 'La salita', ha scelto il sindaco di Napoli come esempio dell'ex comunista divenuto governante, un amaro dispensatore di promesse difficili da mantenere, assediato dal passato ideologico e dal doloroso senso di colpa che nasce dal ripudiarlo ogni giorno, logorato e spaventato dalle proprie impotenze." (Lietta Tornabuoni, 'L'Espresso', 18 settembre 1997)

"Un film-manifesto, dunque, dove Pappi Corsicato parla delle Amazzoni miscelando il Marlon Brando del Selvaggio con il Bruce Lee del kung-fu e delle arti marziali; dove Antonietta De Lillo affronta da una nuova angolazione il tema della maschera; e dove Antonio Capuano fa rivivere l'avventura di Ulisse che si lascia incantare dalle sirene. E ancora, Stefano Incerti ripropone il mito di Faust, mentre Mario Martone segue il primo cittadino di Napoli in gita sul Vesuvio, accompagnato per un trotto dal corvo di pasoliniana memoria. Il collante fantastico e surreale non è bastato però ad amalgamare i cinque episodi, che risultano malassortiti e di fragile consistenza, oscillanti fra presuntuoso velleitarismo e didascalica autocelebrazione." (Enzo Natta,
'Famiglia Cristiana', 1 ottobre 1997)

"Operazione audace e ovvia nello stesso tempo, quella di un film a episodi, come usava decenni fa, realizzati su Napoli e dintorni da registi napoletani, noti e meno noti, 'I vesuviani' ci sembra, purtroppo, una occasione perduta. 'La stirpe di Iana' di Pappi Corsicato; 'Maruzzella' di Antonietta De Lillo; 'Sofialorèn' di Antonio Capuano, 'Il diavolo nella bottiglia' di Antonio Incerti, 'La salita' di Mario Martone sono i cinque cortometraggi. E se 'La stirpe di Iana' è il più inutile e insignificante, 'Il diavolo nella bottiglia' è il più criptico e il meno 'napoletano': non è mal girato ma ne rimangono oscure le motivazioni. L'episodio di Martone mette in scena un sindaco (di Napoli, si direbbe), con tanto di fascia tricolore, che si chiama Antonio e che scala il Vesuvio: per dire che reggere l'amministrazione di Napoli è come essere continuamente su un vulcano? per dire che il terreno brucia sotto i piedi? per dire che la fatica è ardua? I simboli possono essere tanti, il film si nota perché, trenta e più anni dopo Pasolini, rimette sullo schermo un corvo parlante. I cortometraggi della De Lillo e di Capuano sono - d'altronde - i migliori e, per la cronaca, sono entrambi, con misura, discrezione e una qualche finezza, testimonianza di omosessualità, non sappiamo quanto emblematica della Napoli d'oggi, innestata comunque su una buona originalità narrativa: questo, specialmente, per 'Sofialorèn', è il nome che T.T. che abita nel rione Terra di Pozzuoli, in una casupola giudicata più volte non agibile, dà al suo bel pesce conservato in una vaschetta di vetro." (Giacomo Gambetti, 'Rocca', 1 dicembre 1997)
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