I tempi che cambiano

Les temps qui changent

FRANCIA - 2004
Due ex amanti francesi, Nathan e Cécile, si ritrovano dopo trent'anni a Tangeri. Lui è lì per sovrintendere a un cantiere e si imbatte nella donna che non vede da anni. Non si è mai rassegnato ad averla persa e non l'ha dimenticata, invece Cécile si è rifatta una vita sposandosi in Marocco. Ora che l'ha ritrovata, l'unico desiderio di Nathan è quello di riconquistarla...
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, SENTIMENTALE
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.66)
  • Produzione: PAULO BRANCO PER GEMINI FILMS, FRANCE 2 CINEMA CON LA PARTECIPAZIONE DI CANAL+
  • Distribuzione: MIKADO (2005)
  • Data uscita 26 Agosto 2005

CRITICA

"Si direbbe che Téchiné prende in corsa la vita dei personaggi, seguendone il flusso ondivago determinato da pulsioni e ossessioni segrete. E' uno specchio esistenziale che riflette prevalentemente la sfera dei sentimenti, ma il contesto multirazziale di Tangeri non è scelto a caso e permette parecchie notazioni in chiave di confronto. Per cui sembra di dover riconoscere ai nativi una più spiccata spontaneità, una disponibilità ad accettare le cose così come vengono. Degli interpreti tutti ben scelti, va menzionata Lubna Azabal, che impersona in maniera convincente entrambe le gemelle. Tuttavia il maggior peso di 'I tempi che cambiano' è retto dalla coppia dei protagonisti, fra i quali funziona perfettamente quella che gli americani chiamano la chimica. Sull'incalzare caloroso del partner, la gelida Deneuve per una volta sembra partecipare emotivamente, giustissima come donna pragmatica e indurita; e Gérard fornisce un'altra prova del suo strabiliante eclettismo creando un personaggio disarmante, poetico e insieme risoluto, seguendo le cui peripezie la commedia potrebbe mutare in tragedia. E se così non è, il rischio aggiunge un sapore in più." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 28 agosto 2005)

"Tornando a Tangeri, come già in altri film, Andrè Téchiné, rabdomante degli affetti che ama le storie meticce, ci racconta come l'amore nasca anche dalla costanza vitale. (...) Il gioco psicologico di probabilità & imprevisti è per il sensibile regista un modo di raccontare i silenzi, le sorprese, i sotterfugi e le complicazioni sentimentali: un marito che va per conto suo, un figlio bisessuale, due gemelle arabe. E' la follia amorosa senza limiti, quella tanto amata da Truffaut. Techiné controlla con più raziocinio la materia, azionando una straordinaria forza motrice, un'elettricità sensuale tra i due attori che si ritrovano 25 anni dopo 'L'ultimo metrò'." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 2 settembre 2005)
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