I PIOMBI DI VENEZIA

ITALIA - 1952
Orsenigo, che comanda la flotta della Serenissima, rientra a Venezia dopo una spedizione contro i ribelli dalmati. Il Doge è momentaneamente assente: il comandante, legato all'opposizione e sobillato dalla moglie ambiziosa, sottopone al Consiglio dei Dieci una relazione inesatta degli avvenimenti, chiedendo la condanna a morte del capo dei ribelli e della figlia Nicla, fatti prigionieri. Tale proposta muove a sdegno Bragadin, giovane ufficiale innamorato di Nicla, il quale accusa Orsenigo d'aver saccheggiato pacifici villaggi, appropriandosi un ingente bottino. Il Consiglio condanna a morte il prigioniero ed assegna Nicla, come schiava, ad Orsenigo. D'accordo con alcuni amici, tra i quali il Tintoretto, Bragadin decide di mandare un messaggio al Doge, sollecitandone il ritorno. Ma Donna Diamante Orsenigo riesce a stroncare l'iniziativa, facendo uccidere il messaggero. Deciso a difendere l'onore di Nicla, Bragadin viene a diverbio con Orsenigo; ma è arrestato e condannato a morte insieme alla fanciulla. Allora gli amici di Bragadin, capeggiati dal Tintoretto, scatenano una rivolta e, dopo aspra battaglia, vincono. Nel frattempo arriva il Doge: i colpevoli saranno puniti, Bragadin e Nicla vedranno tramutarsi in realtà il loro sogno d'amore.

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