I figli non si vendono

ITALIA - 1952
Luisa, impiegata presso una ditta, ha una relazione con Roberto Dazzeni, figlio del proprietario: dal loro amore è nato un bimbo. Subendo l'influenza dell'ambiziosa madre, Roberto si promette ad una signorina di famiglia aristocratica, Daniela. La signora Dazzeni offre a Luisa una somma e le promette di occuparsi del bambino; ma Luisa rifiuta, sdegnata, dicendo che i figli non si vendono, e si licenzia. Ella pensa al suicidio; ma la vecchia cameriera di casa Dazzeni, Anna, per distoglierla dal suo proposito, le racconta la propria storia. Anche lei, da giovane, fu abbandonata da un uomo, che l'aveva resa madre: essa l'uccise e venne condannata a vent'anni di carcere. Uscitane, apprese che il suo figliolo era stato adottato dai Dazzeni: il suo figliolo è appunto Roberto, che ora vorrebbe ripetere lo stesso gesto colpevole compiuto da suo padre. Anna vuole impedirglielo ed incoraggia Luisa a combattere per difendere la propria felicità e quella del figliolo. Roberto, intanto, nel partecipare ad una corsa automobilistica, subisce un incidente e riporta una grave ferita. Egli ha scoperto che il suo migliore amico ama Daniela, la quale non è rimasta insensibile alle sue espressioni di affetto. Egli stesso sente ora d'amare Luisa e non vuol perdere il suo bambino. Mentre Roberto si prepara a sposare Luisa, Anna s'allontana per non turbare la felicità del figlio.

CAST

CRITICA

"Considerando non in sé per sé, ma in confronto con parecchi altri nostri film, questo lavoro di Bonnard si rileva non indegno delle prime visioni, che gli sono invece negate con affrettata uscita nelle "seconde". Di particolare pregio appare l'interpretazione di Lea Padovani (...)". (Alberto Albertazzi, "Intermezzo", n. 24 del 31 dicembre 1952).
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