I cospiratori

The Molly Maguires

USA - 1968
Nella seconda metà dell'ottocento, più precisamente nel 1876, nei distretti minerari della Pennsylvania la vita e il lavoro dei minatori si svolgono in condizioni intollerabili. Impotenti ad ottenerne di migliori, alcuni di loro hanno fondato un'associazione segreta, i 'Molly Maguires', il cui scopo è sabotare gli impianti o impartire severe lezioni, talvolta mortali, ai più spietati dirigenti. Per cercare di annientarla, la polizia decide di ricorrere al detective McParlan, il quale, adottato il falso nome di MacKenna, si fa assumere come minatore e, individuati i membri dell'organizzazione, guidati soprattutto dall'impulsivo Kehoe, li convince ad accoglierlo tra loro. Consapevole delle ragioni che spingono i minatori alla violenza, ma deciso ad ogni costo a compiere la propria missione - è l'occasione che aspettava per far carriera, e non la vuole perdere - McParlan partecipa per necessità ad alcune azioni di Molly Maguires, altre le sventa avvertendo segretamente la polizia e infine, dopo aver cercato sinceramente di dissuadere Kehoe dal compiere un pericoloso attentato, fa in modo che gli agenti colgano lui e gli altri in flagrante. I Molly Maguires vengono condannati a morte, mentre McParlan, che ha cercato, invano, di farsi perdonare da Kehoe, abbandonato anche dalla giovane che lo amava, parte solo verso la sua nuova destinazione.
  • Durata: 125'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, SOCIALE
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAVISION, TECHNICOLOR
  • Tratto da: romanzo di Arthur H. Lewis
  • Produzione: MARTIN RITT PER PARAMOUNT PICTURES, TAMM PRODUCTIONS
  • Distribuzione: PARAMOUNT

NOTE

- SUONO: HOWARD BEALS.

- EDIZIONE RESTAURATA PRESENTATA AL FESTIVAL DI CANNES 2009 NELLA SEZIONE 'CANNES CLASSIC', PRESIEDUTA DA MARTIN SCORSESE.SENTATO AL FESTIVAL DI CANNES 2009 NELLA SEZIONE 'CANNES CLASSIC' PRESIEDUTA DA MARTIN SCORSESE.

CRITICA

"Il dato di partenza è la disumana situazione dei minatori di origine irlandese occupati nelle miniere americane e il modo da essi scelto - la violenza - per provocare un miglioramento delle proprie condizioni. Descritte, queste, in modo alquanto frettoloso e sommario, nel film hanno presto il sopravvento l'elemento avventuroso, le scene ad effetto, le trovate puramente spettacolari: le stesse psicologie dei protagonisti appaiono abbozzate in modo piuttosto schematico. Rilevata, infine, una fondamentale ambiguità nell'attribuzione, alle parti in conflitto, dei torti e delle ragioni, si debbono però sottolineare la scorrevolezza della narrazione, la sua indubbia presa sullo spettatore, l'ottima ambientazione e l'eccellente mestiere degli attori." ('Segnalazioni Cinematografiche', vol. 69, 1970)
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