Hud il selvaggio

Hud

USA - 1962
Nel grande ranch di Homer Bannon, anziano allevatore di bestiame, orgoglioso e tradizionalista, vivono il figlio Hud, trentenne dal carattere ribelle ed indomabile, ed il nipote Lon, un ragazzo di 17 anni sensibile ed idealista, diviso fra l'ammirazione per lo zio e l'affetto per il nonno, ma che non capisce il freddo antagonismo esistente fra i due. Un disastro economico si profila quando si scopre che le bestie del Bannon sono state colpite dall'afta epizootica ed il veterinario governativo ordina che tutti i capi siano immediatamente abbattuti per evitare lo spargersi dell'epidemia. Homer decide di rispettare le disposizioni del veterinario, ma la decisione fa infuriare Hud al punto che egli tenta di assumere il controllo del ranch, facendo interdire il padre. Una notte, Hud tenta di usare violenza alla governante Alma e la donna decide di lasciare il ranch. Una sera, Hud e Lon scorgono per caso il vecchio che si trascina penosamente per terra perché è caduto da cavallo e si è ferito gravemente. Hud si precipita a soccorrerlo, ma Homer muore fra le braccia del figlio mentre cerca di fargli capire che lo perdona. Finita la cerimonia funebre, Lon fa i bagagli e dice allo zio che ha deciso di andarsene dal ranch per non tornare più. Hud rimane così solo.

CAST

NOTE

- PREMIO OCIC ALLA XXIV MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (1963).

- OSCAR 1964 PER: MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (MELVYN DOUGLAS), ATTRICE NON PROTAGONISTA (PATRICIA NEAL) E FOTOGRAFIA (IN BIANCO E NERO). ERA STATO CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR REGIA, ATTORE PROTAGONISTA, SCENEGGIATURA NON ORIGINALE E SCENOGRAFIA.

CRITICA

"Un soggetto di una certa originalità di dimensioni piuttosto bozzettistiche. Benché talora un po' lento, il film prende quota per la buona recitazione, l'accurata descrizione dei caratteri e l'abilità del taglio e della fotografia. I problemi umani chiaramente impostati vengono rilevati dal respiro ampio e dal tono persino solenne che il regista ha conferito al lavoro". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 54, 1963)
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