Hannibal

USA - 2001
Hannibal
Sono passati sette anni dall'evasione del dottor Hannibal Lecter dall'ospedale di massima sicurezza per criminali psicotici e, mentre continua ad essere impegnata in operazioni di polizia, l'agente FBI Clarice Sterling non riesce a toglierselo dalla mente. Anche Mason Verger, magnate psichicamente instabile, non ha dimenticato Lecter: lui, vittima numero sei, è sopravvissuto, ma è rimasto orribilmente sfigurato. Deciso a vendicarsi e consapevole dia ver bisogno di un'esca, Berger cerca di mettersi in contatto con Clarice. Nel frattempo a Firenze, in Italia, anche l'ispettore Pazzi è sulle orme di Lecter, attratto dalla grossa taglia che Verger ha messo sulla sua testa, che risolverebbe ogni suo problema. Ma il serial killer non si farà sorprendere...
  • Durata: 128'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: TECHNICOLOR
  • Tratto da: romanzo omonimo di Thomas Harris
  • Produzione: UNIVERSAL PICTURES, MGM IN ASSOCIAZIONE, SCOTT FREE PRODUCTIONS, CON DINO DE LAURENTIIS COMPANY
  • Distribuzione: FILMAURO

NOTE

- PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA E' STATO IL DISTRIBUTORE A SCONSIGLIARNE LA VISIONE AI MINORI DI 14 ANNI, FORSE ANCHE PER EVITARE LE POLEMICHE SEGUITE ALLA CONCESSIONE DEL NULLA OSTA DALLA "COMMISSIONE DI REVISIONE CINEMATOGRAFICA". (NEGLI USA IL FILM E' STATO VIETATO AI MINORI DI 17 E IN CANADA AI MINORI DI 13 E NE SONO STATI VIETATI I TRAILER TELEVISIVI IN PRIMA SERATA).

CRITICA

"Ridley Scott usa molto bene tutto l'arsenale del suo cinema: flashback, vecchie conversazioni incise sul videoregistratore tra Clarice ed Hannibal, scene abilmente messe in scena e montate, contrasti di luce, colori brillanti che creano un clima completamente differente rispetto al tono opprimente e melanconico del 'Silenzio degli Innocenti', che allora era stato diretto da Jonathan Demme". (Carlo Bizio, 'Il giornale', 21 gennaio 2001)

"Sono molte le differenze fra 'Il silenzio degli innocenti' e questo 'Hannibal'. Ma a essere decisivo è il cambio di prospettiva. Protagonista (e punto di vista) del gran film di Demme era infatti l'ispettrice Clarice Starling, la sua vita, le sue indagini, la sua mente - ovvero il rapporto perverso che stabilisce con quella distorta e geniale del dottor Lecter. Poco di tutto questo resta in 'Hannibal'. (...) Fra tanti fili narrativi, la tensione si stempera in gelida ironia e la regia elegante dimentica l'ingrediente base: la paura". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 9 febbraio 2001)

"Il film, eccellente prodotto di confezione sceneggiato anche da David Mamet, è fatalmente privo di sorprese e logoro come tutti i seguiti: senza ironia, senza anima, senza ispirazione. Fatto benissimo. Una iniziale sequenza d'azione è straordinaria. Firenze è rappresentata genialmente: di giorno sovraffollata, polverosa, caotica come un suk turistico; di notte deserta, illuminata male, lustra di umidità. Anthony Hopkins è manierato: stucchevole voce soft, modi soavi. Panama a larghe tese, completi bianchi o blu scuro nel vano tentativo di renderlo chic, passione per il pianoforte e per le arie d'opera. Gli altri interpreti sono a posto, compresi gli italiani in piccolissime parti". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 9 febbraio 2001)

"'Hannibal' non fa paura e tanto meno inquieta; non dà sobbalzi né dubbi; non si prende nemmeno il rischio del 'gore'. Finisce per essere un 'film d'attore', dominato da un Anthony Hopkins consumato e sornione, che ha trasformato un mostro in un eroe dei nostri tempi". (Emanuela Martini, 'Film Tv', 25 febbraio 2001)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy