GLI AMANTI DI RAVELLO

ITALIA - 1950
Durante la prima guerra mondiale una maestrina d'Amalfi diviene l'amante d'un giovane barone, ufficiale di cavalleria. La relazione non è senza conseguenze: la maestrina dà alla luce un bimbo, che viene allevato in campagna. A guerra finita, l'ufficiale sposa un'altra ragazza. Il figlio della maestrina cresce insieme al figlio della balia, cui somiglia molto. Morta prematuramente la balia, la maestrina prende con sé i due bimbi: ella stessa non sa, quale dei due sia il suo figliolo. Col tempo i due bimbi diventano due giovanotti, che si credono fratelli e s'innamorano della stessa ragazza. Quando uno dei due mostra di voler far sul serio, di voler sposare la fanciulla amata, l'ex maestrina è costretta ad intervenire. La ragazza è figlia di quel tale barone: il giovane pretendente è opposto al pericolo di commettere un incesto. Il giovane inorridisce e parte per dimenticare la sua passione. L'improvviso abbandono è un colpo terribile per la povera fanciulla, che ne ha un danno irreparabile alla salute già malferma. Quando, dopo un lungo periodo, il giovane ritorna a apprendere che la fanciulla non è sua sorella, è ormai troppo tardi, perché la poverina è moribonda.

CAST

NOTE

ORGANIZZATORE GENERALE: MARIO BORGHI. - AIUTO REGISTA: NINO MILANO. -

CRITICA

"Film che non deriva, come di solito quelli diretti da De Robertis, da un avvenimento o da un tema marinaro. La vicenda è degna di un romanzo d'appendice d'antico stampo e il film rimane in piedi solo per una buona fotografia e una sceneggiatura discreta". (E. Fecchi, "Intermezzo", n. 11/12 del 30/6/1951).
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