GIUDICATEMI

ITALIA - 1949
GIUDICATEMI
Giorgio Cantori, figlio di un operaio, da ragazzo, ha tenuto tra le braccia suo padre, insanguinato e morente per una ferita infertagli durante un tumulto. In seguito alla forte impressione subita, s'è determinata in lui quella anomalia psichica, che i medici chiamano emofobia, cioè terrore, panico del sangue: alla vita di poche gocce di sangue incomincia a tremare e si sente smarrito. La sua anomalia diviene evidente fin dagli inizi della sua vita militare. Dopo aver subito molte umiliazioni, per l'intervento di un cappellano militare viene inviato in osservazione in un ospedale delle retrovie. Il medico lo giudica un vigliacco e lo rimanda in prima linea. Qui la necessita gli dà la orza di vincere la psicosi, dalla quale è affetto: impara ad uccidere. Durante un'azione, uccide un nemico per proteggere la vita del suo capitano. Ma la violenza, che ha dovuto fare a sé stesso, lo ha trasformato: non può vedere un'arma, senza sentire la necessità di colpire. Rientrato nella vita civile, una sera uccide uno sconosciuto con un'arma, della quale per caso è venuto in possesso. Processato, non si difende, ma racconta ai giudici la sua storia e finisce il suo racconto con queste parole: "Questa è la verità, giudicatemi!". Così finisce il film.
  • Altri titoli:
    DRAMMA AL LUNA PARK
  • Durata: 90'
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: FABRIZIO TAGLONI PER ELIKON FILM
  • Distribuzione: ARTISTI ASSOCIATI - REGIONALE

NOTE

FILM DI LIMITATA DIFFUSIONE E SCARSO SUCCESSO. - DIRETTORE ARTISTICO: FURLAN RATE.3

CRITICA

"Il soggetto per se stesso interessante, è svolto in modo del tutto inadeguato. L'incerta regia non ha saputo impremiere al racconto un ritmo uniforme e vivace, la recitazione è mediocre". (Anonimo, "Segnalazioni Ciunematografiche", vol. XXVI del 1949).
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