GIUDICATEMI

ITALIA 1949
Giorgio Cantori, figlio di un operaio, da ragazzo, ha tenuto tra le braccia suo padre, insanguinato e morente per una ferita infertagli durante un tumulto. In seguito alla forte impressione subita, s'è determinata in lui quella anomalia psichica, che i medici chiamano emofobia, cioè terrore, panico del sangue: alla vita di poche gocce di sangue incomincia a tremare e si sente smarrito. La sua anomalia diviene evidente fin dagli inizi della sua vita militare. Dopo aver subito molte umiliazioni, per l'intervento di un cappellano militare viene inviato in osservazione in un ospedale delle retrovie. Il medico lo giudica un vigliacco e lo rimanda in prima linea. Qui la necessita gli dà la orza di vincere la psicosi, dalla quale è affetto: impara ad uccidere. Durante un'azione, uccide un nemico per proteggere la vita del suo capitano. Ma la violenza, che ha dovuto fare a sé stesso, lo ha trasformato: non può vedere un'arma, senza sentire la necessità di colpire. Rientrato nella vita civile, una sera uccide uno sconosciuto con un'arma, della quale per caso è venuto in possesso. Processato, non si difende, ma racconta ai giudici la sua storia e finisce il suo racconto con queste parole: "Questa è la verità, giudicatemi!". Così finisce il film.
SCHEDA FILM

Regia: Giorgio Cristallini

Attori: Pina Renzi - Madre Di Giorgio, Clelia Matania, Roldano Lupi - Giorgio Cantori, Carlo D'Angelo, Ugo Marchi, Giuliana Rivera, Giorgio Costantini, Raf Pindi, Silvio Bagolini, Clara Toboty, Giulio Oppi, Mario Danieli, Domenico Viglione Borghese, Maria Zanoli, Gianni Santuccio, Camillo Pilotto, Luisa Rossi - Maria, Fulvia Colombo, Vittorio Ripamonti

Soggetto: Fabrizio Taglioni

Sceneggiatura: Fabrizio Taglioni, Carlo Musso, Giorgio Cristallini, Rate Furlan

Fotografia: Massimo Dallamano

Musiche: Rate Furlan

Scenografia: Vittorio Valentini

Altri titoli:

DRAMMA AL LUNA PARK

Durata: 90

Genere: DRAMMATICO

Produzione: FABRIZIO TAGLONI PER ELIKON FILM

Distribuzione: ARTISTI ASSOCIATI - REGIONALE

NOTE
FILM DI LIMITATA DIFFUSIONE E SCARSO SUCCESSO. - DIRETTORE ARTISTICO: FURLAN RATE.3
CRITICA
"Il soggetto per se stesso interessante, è svolto in modo del tutto inadeguato. L'incerta regia non ha saputo impremiere al racconto un ritmo uniforme e vivace, la recitazione è mediocre". (Anonimo, "Segnalazioni Ciunematografiche", vol. XXVI del 1949).