Fury

The Fury

USA - 1978
Fury
I servizi segreti americani si propongono di utilizzare, a scopi militari, individui dotati di facoltà paranormali. Uno di questi è il giovane Robin, figlio dell'ex-agente federale Peter Sanders: mentre il ragazzo si trova in Israele un falso amico del padre, Childress, lo fa rapire per poi segregarlo in una sconosciuta località degli "States". Peter, che ha casualmente scoperto la parte avuta da Childress nella scomparsa di Robin, si pone alla ricerca del figlio. Evitando le molte trappole tesegli dall'"amico" per toglierlo di mezzo, Sanders riesce a sapere, da una sua amica infermiera, che in un istituto di studi parapsicologici è ricoverata una ragazza, Gillian Barrymore, che ha gli stessi poteri di Robin. Con l'aiuto di Ellen, l'infermiera, Peter organizza la fuga di Gillian, sottraendola agli uomini di Childress, e, grazie al contatto telepatico che la ragazza ha istituito con Robin, scova il luogo in cui è segregato suo figlio, riesce a penetrarvi, ma muore con lui, al quale ha ormai dato di volta il cervello. Sarà Gillian, allora, a vendicarsi di Childress, facendolo "esplodere" a distanza con la sola forza della sua mente.
  • Altri titoli:
    Teufelskreis Alpha
  • Durata: 118'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, 35 MM (1:1.85) - DE LUXE
  • Tratto da: romanzo omonimo di John Farris
  • Produzione: FRANK YABLANS PER LA 20TH CENTURY-FOX
  • Distribuzione: FOX - 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT, DE AGOSTINI - DVD: 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT (2003)
  • Vietato 14

CRITICA

"Opera di colui che è stato definito 'maestro del thriller parapsicologico', 'virtuoso degli effetti speciali', 'mago dell'orrore' e così via, il film conferma le capacità di Brian De Palma di far spettacolo con il 'mistero', di creare atmosfere allucinanti e situazioni angosciose. Al tempo stesso, però, esso rivela i limiti di questa propensione per l'horror e il paranormale, tanto più in quanto il film pretende di nobilitare la sua sostanziale gratuità con una ennesima denuncia delle disumane prevaricazioni del potere. Apprezzabile come spettacolo fantastico, malgrado il compiaciuto gusto del sangue, l'esasperata ricerca del grandguignolesco e, al tempo stesso, alcune cadute nel grottesco (...) il film non può, stante l'incredibilità della vicenda, essere preso sul serio come opera di denuncia. Come spettacolo di evasione nel mondo dell'occulto ha tuttavia, ripetiamo, sufficienti numeri per divertire." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 86,1979)
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