Fuga dal Call Center

ITALIA - 2008
3/5
Fuga dal Call Center
Gianfranco Coldrin, laureato in 'vulcanologia', si trova improvvisamente costretto a mettere da parte sogni e ambizioni e, per far fronte alla dura necessità di sbarcare il lunario, accetta un impiego in un call center. Stessa sorte tocca alla sua compagna Marzia, aspirante giornalista, ridotta a lavorare come centralinista in un telefono erotico. I due ragazzi, precari nel lavoro e ben presto anche nei sentimenti, arriveranno sull'orlo della catastrofe, ma un evento inaspettato cambierà la loro sorte...
  • Altri titoli:
    FDCC - Fuga dal Call Center
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: HD PORTATO IN 35 MM
  • Produzione: FRANCO BOCCA GELSI E GIANFILIPPO PEDOTE PER GAGARIN S.C.A.R.L. & ENZO COLUCCIO, EGIDIO ARTARIA PER ARDACO S.R.L.
  • Distribuzione: GAGARIN - DVD: OFFICINE UBU HOME VIDEO
  • Data uscita 17 Aprile 2009

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

"La mia vita è appesa a un filo, ma non sono una malata terminale. Sono al guinzaglio di una cuffia telefonica e sto per compiere il terzo compleanno da operatrice di call center. Che cosa devo espiare?". Così parlò la precaria, una delle tante intervistate dal regista brindisino e milanese d'adozione Federico Rizzo per Fuga dal call center (FDCC), progetto indie-meneghino prodotto da Gagarin e Ardaco. Protagonisti Angelo Pisani (comico del duo Pali e dispari) e Isabella Tabarini, coppia da 1.250 euro al mese, che si barcamena tra call-center, più o meno erotici, nonni che si fanno le canne, pulizie a casa dei filippini e occasionali furti al supermarket di test di gravidanza. Fin qui tutto bene, anzi no: la paranoia la fa da padrone, soprattutto quando - recita l'azzeccatissimo claim - "cade la linea tra precariato e sentimenti". Allora Fuga, e fuga sia, verso un futuro gravido di incertezze: scelta coraggiosa, da sostenere, come questa docu-fiction. Che non dribbla i tic e i vezzi dell'indie low-budget e sconta le esibite buone intenzioni, ma sa farsi piccolo piccolo per mettere il dito nelle piaghe sociali che il Cinema Italiano troppo spesso ignora: colpevolmente. Non lasciamolo andare in fuga...

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI: CAMERA DEL LAVORO DI MILANO, REGIONE LOMBARDIA, PROVINCIA DI MILANO, COMUNE DI MILANO, COMUNE DI SESTO SAN GIOVANNI, CGIL LOMBARDIA, IN COLLABORAZIONE CON LOMBARDIA FILM COMMISSION.

CRITICA

"Nella parte di fiction, un vulcanologo (Angelo Pisani) si laurea con lode ma, ovviamente, rimane disoccupato, deriso dai nonni che hanno finalmente raggiunto un benessere morale e materiale alla tenera età di 80 anni- metafora geniale della gerontofilia italica- e incalzato dalla compagna (l'ottima Isabella Tabarini). Incontra Paolo Pierobon in un colloquio per un call center, e qui scatta la vena surreale del film - ma se siete tra i 250.000 lavoratori di call center, sapete che non lo è poi così tanto -, e con sarcasmo sociopolitico ferocissimo Rizzo ci fa scendere nei primi gironi danteschi dell'Inferno del lavoro negato. I1 cinismo di Pierobon unito al monologo del dottore (Tatti Sanguineti, bravo come attore almeno quanto lo è come critico), come il manifesto programmatico mai confessato dei nuovi padroni e dei loro kapò. Figlio, o meglio fratello di 'Tutta la vita davanti', girato in HD, difficile non voler bene a questo fìlm, che si ispira all'Olmi lavorista de 'Il posto'. E che disegna con sensibile arguzia l'insostenibile pesantezza dell'essere precari." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 17 aprile 2009)
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