Fratelli per la pelle

Stuck on You

USA - 2003
Fratelli per la pelle
Due gemelli siamesi, Bob e Walt Tenor, hanno condiviso tutto nella vita, dalle glorie sportive al fast-food che gestiscono nella loro cittadina natale. Quando Walt decide di tentare la carriera di attore, i due fratelli si trasferiscono ad Hollywood, dove incontrano la star Cher che li prende a lavorare nel suo show. I due ragazzi raggiungono il successo, ma sono costretti a prendere una decisione che cambierà per sempre la loro vita...
  • Durata: 118'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: 20TH CENTURY FOX, CONUNDRUM ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA (2004)
  • Data uscita 16 Aprile 2004

RECENSIONE

di Daniela Bisogni
Dopo aver spinto la comicità oltre i tabù con Tutti pazzi per Mary, Bobby e Peter Farrelly esplorano con Fratelli per la pelle l'umorismo in campo familiare. Il fatto che si tratti di gemelli siamesi rende la storia poco plausibile. Ma poco importa, perché i due registi-sceneggiatori-produttori hanno ben delineato trama e personaggi al punto da renderli credibili. Verosimiglianza forse anche dovuta alla biografia personale a cui i Farrelly possono attingere, perché questi talentuosi autori sono artisticamente inseparabili da oltre un decennio, cioè dal loro debutto nella regia con il film rivelazione Scemo & più scemo. E qui, nel narrare la storia di due gemelli siamesi diversissimi di carattere ma uniti per il fegato in comune, la costellano di battute esilaranti e situazioni originali, ma non volgari. 'Sei sicuro che ti serve il fegato?', dice un'amica (Eva Mendes) a Walt (Greg Kinnear), il fratello che ha meno possibilità di farcela in caso di operazione. Ma è proprio Walt che vuol sfondare a Hollywood, così convince Bob (Matt Damon) a trasferirsi a Los Angeles, in nome del patto stretto da bambini: nessuno dei due avrebbe mai trattenuto l'altro. Così i fratelli lasciano la loro città d'origine, dove sono amati e stimati, e Bob si adatta a malincuore alle luci della ribalta, mentre all'inizio sembra che il sogno di Walt sia miseramente destinato a fallire. Fintanto che non incontrano Cher che, desiderosa di boicottare la serie televisiva per cui è stata scritturata, sceglie proprio Walt come suo co-protagonista. Ma invece di affossare il programma, la sua presenza lo fa volare in cima agli ascolti e i gemelli diventano due celebrità. Nel frattempo Bob si è innamorato di una donna conosciuta su Internet, ma non ha il coraggio di rivelarle la situazione. Così i fratelli si trovano ad affrontare una nuova, difficile, scelta comune. Con la commedia, oltre a far ridere, i Farrelly si interrogano anche sui risvolti morali della faccenda: non solo quelli generati da un legame tra strettissimi congiunti ma anche dal contatto con il dorato e spietato mondo hollywoodiano. A questo ultimo proposito il film ci regala anche dei gioiellini: Cher è perfetta nel ruolo di sé stessa, attrice arrogante e sentimentalmente legata a un amante-bambino, in un'autoironica presa in giro di sé stessa e della sua mania di inseguire l'eterna giovinezza; come anche Meryl Streep, che evidenza la sua natura gentile, e un gran numero di altri ruoli cameo (anche Catherine Zeta-Jones). Oltre ai bravissimi protagonisti è degno di menzione anche Seymour Cassel, nel ruolo dell'agente nevrotico in carrozzella.

CRITICA

"I fratelli Farrelly sono cambiati. Dopo la comicità di pancia delle prime opere già da 'Tutti pazzi per Mary' hanno fatto capire di interessarsi anche a un'altra parte del corpo umano: il cuore. Così ecco l'ottimo 'Io, me e Irene', il sottovalutato 'Amore a prima svista' e soprattutto questo ultimo 'Fratelli per la pelle', commedia umana che affronta temi complessi con la leggerezza dei grandi. Un cinema che si impone di essere essenziale, umano, ottimista e senza ipocrisie per quanto riguarda la rappresentazione scanzonata dei portatori di handicap. Ma che i Farrelly fossero tra gli ultimi a fare cinema realmente politico in Usa lo sapevamo già. E' bello osservarli diventare sempre meno spassosi e sempre più delicati. D'altronde questa storia riguarda anche loro: due fratelli registi e sceneggiatori che non riescono a dividersi. Damon e Kinnear semplicemente strepitosi." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 16 aprile 2004)

"Poiché anche i Farrelly sono un po' gemelli siamesi, il bestiario della capitale del cinema è osservato da quattro coppie di occhi. Uno sguardo acuto, beffardo, ma anche complice e più indulgente di quanto ci si aspetterebbe: vedi Cher, che interpreta se stessa con un'autoironia prossima all'incoscienza. Ma è addirittura affettuoso il modo in cui 'Fratelli per la pelle' tratta Bob e Walt, ridendo con loro, facendone i protagonisti di gag slapstick e imprese sportive, risolvendo con pudore perfino una sequenza di sesso in cui l'uno è co-protagonista, l'altro testimone obbligato. Un modo, insomma, per revisionare, sorridendo, il concetto di normalità, che al cinema non è roba di tutti i giorni." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 17 aprile 2004)
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