Figli delle stelle

ITALIA - 2010
3/5
Figli delle stelle
Pepe e Toni, delusi dalle loro esistenze precarie e dal governo che sfrutta i lavoratori, si uniscono al militante di sinistra Bauer e all'enigmatico Ramon, appena uscito di prigione, per rapire il ministro Gerardi. Tuttavia, sin dalle prime mosse la loro missione prende una piega bizzarra: scambiano il bersaglio e invece di sequestrare il ministro prendono il sottosegretario Stella. Inoltre, la loro impresa viene ben presto scoperta dalla giornalista Marilù, che a sua volta decide di far parte del progetto criminale. La convivenza tra gli inverosimili sequestratori e l'incredulo ostaggio si trasformerà in una surreale fuga sullo sfondo degli splendidi panorami montani della Valle d'Aosta.
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: BEPPE CASCHETTO E RITA ROGNONI PER ITC MOVIE, PUPKIN PRODUCTION, WARNER BROS. ENTERTAINMENT ITALIA IN COLLABORAZIONE CON LA7
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 22 Ottobre 2010

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Un portuale di Marghera (Fabio Volo), un professore disoccupato (Pierfrancesco Favino), un rivoluzionario radical chic (Giuseppe Battiston) , un'aspirante giornalista televisiva (Claudia Pandolfi)e un fresco ex galeotto (Paolo Sassanelli): delusi dalla vita e trascinati dalla passione antipolitica, decidono di rapire un ministro (Fabrizio Rondolino) - ma finiranno per prendere un povero sottosegretario (Giorgio Tirabassi) - e chiedere un riscatto per risarcire la vedova di una morte bianca.
Sono loro i Figli delle stelle, diretto da Lucio Pellegrini e co-sceneggiato con Francesco Cenni e Michele Pellegrini. Sulle note di Alan Sorrenti (anche doppiato da Irene Grandi), il regista sceglie una commedia sul reale - leggi precarietà, variamente declinata - e ne trova una surreale, affidata ai soliti ignoti dell'antagonismo spontaneistico e comunque fallimentare: se la banda barcolla e infine molla, il film prova a reggersi, aggrappato alla tesi della disaffezione istituzionale e dell'ostilità al Sistema. Ma è proprio qui, in questa aderenza ideologica che si prova sgangherato e indifeso, se non indifendibile: viceversa, quando stacca la macchina dal perseguimento dello scopo “impegnato”, Pellegrini, complici buoni interpreti (eccetto il sovraesposto Favino), si ritrova in balia di una felice anarchia, di un flusso d'incoscienza dagli esiti bonariamente feroci. Su tutti, il mix di ipocrisia e malafede affidato ai montanari, che prima fiancheggiano i sequestratori e poi applaudono il blitz delle forze dell'ordine: pagina nera, strappata alla cronaca, che Pellegrini stampa su pellicola, con merito. Insomma, un tesoretto lo serbano questi Figli delle stelle, basta non farsi abbagliare dalla costellazione poetica - in realtà, tutt'altro che sfavillante - e cercare nei margini, negli interstizi, dove il film “si dimentica” dell'assunto e trova le meteore precipitate dal nostro quotidiano: non tutti i politici sono zozzi, non tutti gli amori hanno lieto fine, non tutte le stelle stanno a guardare.

NOTE

- COLLABORAZIONE ARTISTICA: GIANNI ZANASI.

- GIRATO IN VALLE D'AOSTA E A CERVINIA, TORINO E ROMA.

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI FILM COMMISSION REGIONE VALLE D'AOSTA. E' STATO RICONOSCIUTO FILM DI INTERESSE CULTURALE DAL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI-DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA.

- NASTRO D'ARGENTO 2011 A GIUSEPPE BATTISTON COME MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (PREMIATO ANCHE PER "LA PASSIONE" DI CARLO MAZZACURATI E "SENZA ARTE NÉ PARTE" DI GIOVANNI ALBANESE).

CRITICA

"Potremmo chiamarlo neobrigatismo rosa quello messo in atto in 'Figli delle stelle' dall'operaio Volo, dal precario Favino e il cugino ultraestremista Battiston, cui si aggregano lo scarcerato Sassinelli e la Pandolfi, giornalista tv. La domanda è: siamo disposti a divertirci alla vista di un uomo imbavagliato e minacciato da una pistola, in questo caso il sottosegretario Tirabassi? Pur sapendo che questi personaggi sono goffi e ingenui e che quelle armi non verranno usate, la risposta è no. Un po' perché è viva la memoria degli episodi di sangue perpetrati da noi in nome della lotta proletaria. Ma soprattutto perché il film di Pellegrini non trova un convincente equilibrio di toni; mentre restano sulla carta le interrelazioni all'interno dell'improvvisato commando. Tuttavia alcune scene sono felici; e il quintetto degli interpreti maschili funziona bene." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 22 ottobre 2010)

"E poi troveremo l'attesissimo film italiano che già divide la critica. Lucio Pellegrini con il suo 'Figli delle Stelle'. 'Opera vitale e imperfetta che fotografa un presente dai contorni poco piacevoli senza il timore di sbagliare tono o di cadere nel banale' così lo descrivono le prime recensioni. (...) Da molto, troppo tempo, non si vedeva sui nostri schermi una commedia attenta alla concretezza e al dettaglio della realtà contemporanea, una commedia, ancora, che contiene l'idea di stare insieme e di capire che in questo c'è qualcosa di positivo, c'è un progetto e la consapevolezza che il fare serve. 'Figli delle stelle', che segna il ritorno di Lucio Pellegrini al cinema dopo liceali 'seriali' e famiglie disfunzionali, è un'avventura esistenziale dinamica e inconsueta, in cui una banda improbabile di persone che hanno perso il treno e che non hanno compreso bene cosa sia successo decide di fare qualcosa al di sopra e oltre le loro possibilità, qualcosa di inatteso che ha il carattere del destino. Il rapimento dell'onorevole Stella di Tirabassi non diventerà tuttavia strumento di riscatto per gli (anti)eroicomici di Pellegrini, che ancora una volta offre ai suoi personaggi lo sguardo benevolo di chi soffre insieme." ('Lab Il Socialista', 22 ottobre 2010)

"Al posto di un ministro, una banda di maldestri prende un sottosegretario per aiutare, col riscatto, una vedova. Altri tempi. (...) Misto frutta tra commedia sociale, comico di situazione, farsa di condominio e grottesco politico, ci presenta Favino prof di ginnastica ciociaro, Battiston obeso veterocomunista, Sassanelli ex detenuto, Volo operaio veneto in rivolta per la morte bianca di un collega, e l'improbabile Pandolfi, giornalista di La7 coinvolta fuori senso. Tra Roma e Cervinia, le buone intenzioni di tutti, anche del rapito, fanno ambulatorio per la benedizione. Si ridacchia per gli attori generosi. Cuor d'Italia. Presto su Rai2." ('Nazione- Carlino - Giorno', 22 ottobre 2010)

"Sono loro i 'Figli delle stelle', 35enni di dubbio futuro e precario presente: lotteranno, ma senza causa, finendo travolti dal solito destino dei poveri cristi. Viceversa, Pellegrini prova a non cadere, ma funziona meglio al largo della sua tesi: l'ipocrisia dei montanari che prima fiancheggiano i sequestratori e poi plaudono alla polizia è felicemente strappata alle pagine di cronaca e il nonsense che zampilla qui e là sa nuovamente di nausea. E delle nostre quotidiane miserie, mentre le stelle stanno a guardare." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 22 ottobre 2010)
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