Fantozzi va in pensione

ITALIA - 1988
Fantozzi va in pensione
Il ragioniere Ugo Fantozzi, impiegato in una grande azienda, raggiunge finalmente la meta della pensione: ora potrà vivere liberamente, dedicandosi alle cose che gli piacciono, senza la tirannia degli orari e della routine. Ma la forza dell'abitudine lo fa svegliare alla solita ora e anche il primo giorno della sua agognata vita di pensionato si precipita a compiere i soliti gesti della levata a rotta di collo, a correre semivestito verso l'ufficio, annaspando all'ingresso per afferrare il cartellino da timbrare. Ripresa coscienza della sua nuova condizione di pensionato, torna mogio mogio a casa, dove non sa assolutamente come passare il tempo. Pina, la pazientissima moglie, lo spinge a riempire di interessi il proprio "tempo libero": viaggi, lavoretti part-time, politica con risultati disastrosi. Pina allora combina in gran secreto di far la donna delle pulizie presso un ristorante, a patto che il gestore inventi un'occupazione per il marito, versando a quest'ultimo il compenso che le spetterebbe per il suo stressante lavoro. Quando Fantozzi scopre l'ingenuo inganno della moglie, prende definitivamente coscienza della propria sorte.
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: COMICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: BRUNO ALTISSIMI E CLAUDIO SARACENI PER MAURA INTERNATIONAL FILM, MARIO E VITTORIO CECCHI GORI PER C.G. GROUP, TIGER CINEMATOGRAFIA, RETE ITALIA
  • Distribuzione: COLUMBIA TRI STAR FILMS ITALIA - VIVIVIDEO, CECCHI GORI HOME VIDEO

CRITICA

"Non è certo il migliore capitolo della serie, ma si fa seguire per qualche idea felice e le trovate di Paolo Villaggio." (Francesco Mininni, Magazine Italiano tv)

"Il tema del disagio di chi va in pensione, dopo decenni di lavoro ripetitivo e per niente gratificante, non manca certo d'interesse psicologico e sociale. Ma averlo affrontato da Parenti premendo il solito tasto di una comicità paradossale è un'operazione volgarmente commerciale." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 109, 1990).

"Sesto capitolo dell'infinita saga fantozziana, scritto addirittura a dodici mani; una commedia colma d'umorismo nero ancor più slegata dalle altre, dove però la satira, amarissima, per non dire crudele, coglie spesso nel segno sotto la maschera da torte in faccia. Si ride di gusto, anche se con imprevedibile parsimonia". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 21 settembre 2001)
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