Esterina

ITALIA - 1959
Ragazza di campagna semplice e ingenua, Esterina è sempre più annoiata della vita che conduce e vorrebbe conoscere più da vicino quella, infinitamente più attraente, della città. Quando le viene rubata una bicicletta a motore, i suoi padroni la maltrattano e vorrebbero denunciarla ma intervengono in sua difesa Gino e Piero, due camionisti di passaggio, che la prendono con loro. In seguito vorrebbero lasciarla ma la ragazza, vincendo la diffidenza dei due, riesce a restare con loro e, con i suoi modesti risparmi, li aiuta a pagare una cambiale. Durante il viaggio da Torino a Livorno, Esterina si rende conto che la realtà è assai diversa da come l'aveva immaginata. dapprima i tre vengonoimpèlicati in una questione riguardante lo sfratto di una famiglia povera dalla sua abitazione, poi Esterina viene avvicinata da una signora che le propone di lavore in un istituto di bellezza. Si tartta invece di un'organizzazione equivoca e prima ancora che la ragaazza abbia potuto rendersene conto, sopraggiunge la polizia e arresta tutti. Profondamente addolorata per gli ingiusti sospetti, Esterina tenta il suicidio buttandosi in mare am viene salvata alcuni pescatori. Gino e Piero la ritrovano all'ospedale: la ragazza si innamora di Piero che finge di ricambiare il suo affetto. Ritornata a Torino con i due amici, Esterina deve affrontare di nuovo la girigia realtà quotidiana. Mentre Piero raggiunge la sua famiglia, Gino le fa capire che non se la sente di sposarla e lei sembra destinata a quella vita mediocre dalla quale aveva voluto evadere, ma poi Gino ci ripensa, forse Esterina è proprio la donna che ci vuole per lui.

CAST

CRITICA

"Sulle spalle della Gravina ha finito per gravitare l'intero peso del film in quanto, dopo un primo avvio abbastanza fresco, lo scenarista De Concini ha mandato avanti il lavoro a spintoni, con invenzioni quasi sempre forzate e poco plausibili, quando non addirittura balorde. La vicenda, già di per sé così fragile, si sfalda in tal modo ben presto in una episodicità non appagante se non quà e là, per merito (...) di qualche fervida intuizione di regia." (Gian Carlo Castello, 'Bianco e Nero', 11, nov. 1959)

"Il film ha qualche momento felice, ma appare in complesso poco originale, mentre nello svolgimento della vicenda di avverte una certa lentezza. Interpretazione discreta." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 46, 1959)

"Fragile, se pur gradevole commedia social-sentimentale dell'impegnato (a sinistra) Carlo Lizzani, più interessato a osservare i mutamenti del costume nell'Italietta operaia che a seguire le circumnavigazioni amorose della graziosa Carla Gravina. Un plauso sincero a Domenico Modugno. Per come recita? No, perché non canta". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 6 febbraio 2003)
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