DUETS

USA, CANADA - 2000
DUETS
TRAMA BREVE
Un gruppo di giovani aspiranti cantanti perennemente in attesa dell'occasione della loro vita, gira gli Stati Uniti sbarcando il lunario con piccoli concerti. Ad Omaha, sede del campionato mondiale di karaoke, si scontreranno in una sfida senza esclusione di colpi.

TRAMA LUNGA
Suzi fa la cameriera a Wheeling ma sogna di trasferirsi in California per diventare una star della musica. Reginald è un ex detenuto di colore, insicuro su tutto tranne che sulla propria, splendida voce. Toddy, commesso viaggiatore, torna a casa, la famiglia lo snobba e allora lui va al bar dove si fa il karaoke. Del karaoke invece Ricky è un veterano e partecipa a tutti i tornei. La giovane Liv, soubrette a Las Vegas, va via di casa alla ricerca del vero padre, e finisce nei locali del karaoke. Billy, sfortunato tassista, cerca ogni giorno la 'grande occasione'. Sei personaggi di diversa provenienza entrano in contatto nei locali dove fa tappa il campionato del karaoke. Billy dà un passaggio a Suzi e le dice che la porterà in California. Liv finalmente trova la forza per esibirsi davanti a Ricky, che è suo padre. Suzi vince la tappa e si qualifica per la finale di Omaha. Tutti si ritrovano nel locale prescelto. Toddy dice di essere stufo del sogno americano. Suzi all'inizio ha paura, poi canta. Liv e Ricky cantano insieme. Tocca poi a Reginald, che si esibisce ma alla fine estrae una pistola e la polizia presente reagisce e lo uccide. Interrotto tutto, Liv e il padre si allontanano insieme, e altrettanto fanno Billy e Suzi. Toddy torna a casa dalla moglie.
  • Durata: 112'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: JOHN BYRUM, KEVIN JONES, BRUCE PALTROW PER SEVEN ARTS/BEACON PRODUCTIONS
  • Distribuzione: MEDUSA FILM

CRITICA

"Sospeso tra dramma - soprattutto nell'epilogo - e commedia, 'Duets' è un film gentile, amaro, un po' lacrimoso ma che si guarda con emozione dall'inizio alla fine. (...) C'è anche un altro duetto nel film: quello tra Gwyneth Paltrow e suo padre, il regista Bruce. La bionda attrice Oscar, che è brava ma non brilla precisamente per simpatia, interpreta questa volta un personaggio dolce e fragile. Mentre canta o si commuove dettando sullo schermo col padre putativo, la macchina di papà la guarda con tenerezza, quasi accarezzandola". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 25 novembre 2000)
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