Due cuori e una provetta

The Switch

USA - 2010
New York. La 40enne Kassie, stanca di aspettare l'uomo giusto, ha deciso che avrà un figlio e che lo crescerà da sola. Si mette quindi alla ricerca del donatore giusto e la scelta cade su Roland, un uomo attraente, ottimista e sempre di buon umore. Per annunciare che presto diventerà mamma Kessie organizza una festa, ma nel corso della serata il suo miglior amico Wally Mars, uomo d'affari di successo ma dall'indole nevrotica e pessimista, in preda ai fumi dell'alcool e trovata la provetta con la "donazione" di Roland combinerà un pasticcio. Sette anni dopo Kessie, che nel frattempo per crescere il suo bambino si era trasferita in Minnesota, torna a vivere a New York. L'incontro tra Sebastian, un ragazzino precoce e lievemente nevrotico, e Wally si rivelerà per entrambi sorprendente in quanto a similitudini caratteriali...

CAST

NOTE

- JENNIFER ANISTON FIGURA ANCHE TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.

CRITICA

"'Due cuori e una provetta' la tira per le lunghe senza sviluppare abbastanza né intreccio, né caratteri. Peccato perché la Aniston e Bateman sono attori versati sul registro brillante, la cornice newyorkese è piacevole e risulta divertente il personaggio del (loro) bambino che a 7 anni del papà ha ereditato tutto, incluso il pessimismo cosmico." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 5 novembre 2010)

"Più s'incoccia nella smorfiosa Jennifer Aniston, più si capisce perché Brad Pitt l'ha mollata da quel dì. È vero che non bisogna confondere i personaggi con gli attori, ma la ragazza, si fa per dire visto che va per i quarantadue, dà l'impressione di essere una fenomenale rompiballe. Come nel melenso 'Due cuori e una provetta', che mette le (poche) carte in tavola già dal mieloso titolo tradotto (l'originale è il secco, non troppo invitante, 'Switch'). Insomma per una buona metà la commedia va avanti sull'equivoco iniziale e ogni tanto, sì ogni tanto non ogni poco, bisogna ammettere che si ridacchia. Poi lo zucchero inonda lo schermo e addio." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 5 novembre 2010)

"Record speciale di volgarità della commedia ginecologica, da trendy dibattito tv. (...) Dialogo da happy hour, minispermatozoi colorati di plastica e un happy end su cui si scommette dopo cinque minuti. Migliore sul set un bimbo nevrotico ed eccentrico. Gordon e Speck: si sono messi in due registi!" (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 5 novembre 2010)
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