Diciotto anni dopo

ITALIA - 2009
3/5
Diciotto anni dopo
Mirko e Genziano sono due fratelli trentenni che non si parlano da quando la loro madre è morta tragicamente in un incidente stradale. Sono passati diciotto anni e, nel frattempo, mentre il primo è rimasto a Roma dove vive con sua moglie Mirella e lavora nell'officina del padre Marcello, il secondo si è trasferito a Londra dal nonno materno ed è diventato un broker finanziario. Quando anche il padre muore, i due ragazzi si troveranno costretti loro malgrado a riunirsi poiché l'uomo ha chiesto che le sue ceneri vengano poste sulla tomba della moglie, in Calabria. Il viaggio di Mirko e Genziano a bordo della vecchia spider di famiglia sarà occasione per entrambi di rivivere le memorie del passato ma, allo stesso tempo, li catapulterà in una serie di tragicomiche situazioni alla fine delle quali ognuno di loro non sarà più lo stesso.
  • Altri titoli:
    18 anni dopo
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Produzione: MARCO E NICOLA DE ANGELIS PER DAP ITALY S.R.L.
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES (2010)
  • Data uscita 4 Giugno 2010

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini
A distanza di dieci anni dalla stesura dello script, l'attore Edoardo Leo debutta dietro la macchina da presa con Diciotto anni dopo, scritto insieme a Marco Bonini e interpretato da entrambi. Due fratelli agli antipodi che non si parlano da diciotto anni a seguito di un misterioso incidente: il balbuziente Mirko (Edoardo Leo) lavora a Roma nell'officina meccanica del padre, è sposato con Mirella (Sabrina Impacciatore) e ha un figlio, mentre Genziano (Marco Bonini) è un broker d'assalto, vive a Londra e non ha legami sentimentali. La morte del padre li riavvicinerà nel corso di un viaggio a Scilla, in Calabria. In Simon Konianski il protagonista trasportava il cadavere del padre alla ricerca delle sue radici, qui due fratelli trasportano nella vecchia Morgan un posacenere con le ceneri del padre in un viaggio della memoria che chiude i conti con il passato. Un road movie malinconico di riconciliazione familiare, ricco di incontri: dall'operatore crematorio (Valerio Aprea) alla logorroica veneta (Carlotta Natoli) fino all'avvocato (Vinicio Marchionni). La storia non è nuova, il messaggio è semplice: la vita divide, la morte unisce, ma il film è ben orchestrato, ben recitato e senza troppe pretese. Stona solo la figura dell'autostoppista Cate, interpretata da Eugenia Costantini, che trascina nell'onirico il viaggio psicologico dei fratelli quando poteva semplicemente essere una sorta di psicoanalista che fa domande per aiutare a tirare fuori l'irrisolto. Affascina però la descrizione della morte e l'elaborazione della perdita nella sua semplicità tra la cronaca di una cremazione e il bambino che disegna solo bare.

NOTE

- EDOARDO LEO E' STATO CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO E AL NASTRO D'ARGENTO 2011 COME MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE.

CRITICA

"18 anni dopo è un gioiello, in cui due ottimi attori, Edoardo Leo e Marco Bonini, hanno investito molto. Da almeno 10 anni fa, da quel soggetto che poi scrissero con Lucilia Schiaffino. Leo, poi, ne è divenuto il regista col tempo ed è stata una fortuna: come nella scrittura e nella recitazione, mostra talento anche con la macchina da presa. La storia è semplice, diretta, efficace. (...) Una dolce, delicata commedia all'italiana, divertente e amara, in cui tutti i componenti del cast fanno la cosa giusta." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 4 giugno 2010)

"'Diciotto anni dopo' (...) anzi dieci anni dopo: tanti ne sono passati dalla stesura della sceneggiatura, scritta con Marco Bonini, al passaggio dietro la macchina da presa dell'esordiente Edoardo Leo. Nella (miglior) tradizione della commedia all'italiana, non priva di accenni drammatici e tragicomici, sono loro a dare anima e corpo a due fratelli agli antipodi, uniti solo dall'annoso silenzio che si riservano dalla morte della madre. (...) Senza (troppe) pretese, senza vani sorrisi, 'Diciotto anni dopo' conferma la felicità artistica degli ultimi nostrani viaggi di celluloide: come nella 'Basilicata coast to coast' dell'altro debuttante regista Rocco Papaleo, si fa di semplicità virtù, di lutto e paturnie delicata elaborazione, di un piccolo cinema una prova di maturità. Superata." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 18 giugno 2010)
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