DELITTO QUASI PERFETTO

ITALIA - 1966
DELITTO QUASI PERFETTO
Paolo Respighi, di ritorno da un viaggio ad Amburgo, fa conoscenza sull'aereo con la signorina Annie Robson, orfana e ricchissima ereditiera, che si sta recando per l'appunto a Roma dove è attesa dallo zio dal quale verrà accompagnata a Beiruth per riscuotere un'eredità di cinque milioni di dollari. Un po' per curiosità giornalistica ed un po' per l'interesse suscitato in lui dalla giovane, Paolo ne segue l'auto fino ad una misteriosa villa dove la ragazza scompare. Il giorno successivo, però, recatosi al giornale, Paolo riceve la sgradita sorpresa del licenziamento per scarso rendimento. Per vendicarsi, Paolo fa una telefonata anonima al suo giornale annunciando un delitto commesso nella villa dove è stata condotta Annie. L'intervento della polizia e la sua ulteriore curiosità lo mettono effettivamente sulla traccia di autentici delitti, sequestri e sostituzioni di persona, nonchè di intrighi tendenti all'ingiusto possesso della famosa eredità. Entrato nel vortice della macchinazione, Paolo ne diviene l'involontario solutore. Sulla nave prima e poi a Beiruth finisce per scoprire che l'autore della macchinazione è lo stesso zio, un numismatico che, a causa della sua passione, ha dissipato le sostanze della nipote; sventa attentati e salva a stento la propria pelle. Alla fine, giornalista glorioso e felice, si guadagna l'affetto della vera Annie Robson, la ragazza da lui costantemente sospettata come cinica mistificatrice.
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, GIALLO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA KODAKCOLOR
  • Produzione: LUIGI ROVERE, RIZZOLI (ROMA) LONDON (PARIGI)
  • Distribuzione: CINERIZ - DOMOVIDEO

NOTE

CONSERVATO: POSITIVO ALLA CINETECA NAZIONALE, POSITIVO 16 MM. ALLA SAN PAOLO FILM. - TITOLI PROVVISORI: "CAPOGIRO, DELITTO IMPERFETTO" - STUDI: SAFA - A. R.: M. LAURENTI, G. TADDENI

CRITICA

"(...) Costruito con un meccanismo oliato e quasi sempre di prima mano, il film non è poi del tutto immeritevole di attenzione, Cemerini, da buon artigiano riesce sempre a mantenere vivo l'interesse per una vicenda che ad un certo momento sembra ingarbugliarsi (...)". (Francesco Dorigo, "Cineforum" n..55 maggio 1966)
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