Debito di sangue

Blood Work

USA - 2002
Debito di sangue
Dopo aver subito un trapianto di cuore, l'agente federale Terry McCaleb decide di ritirarsi dall'FBI e di andare a vivere sulla sua barca nel porto di Los Angeles. I suoi piani vengono però sconvolti dalla sorella della donatrice del suo nuovo cuore che gli chiede di investigare sulla misteriosa morte di quest'ultima. Contravvenendo ai consigli del medico e con l'aiuto di uno zelante vicino di casa, accetta l'incarico. Tutti gli indizi sembrano condurre le indagini verso 'The Code Killer', un serial killer a cui Terry ha dato a lungo la caccia.
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2,35)
  • Tratto da: romanxo omonimo di Michael Connelly
  • Produzione: MALPASO PRODUCTIONS, THE MALPASO COMPANY
  • Distribuzione: WARNER BROS ITALIA DISTRIBUZIONE - DVD: WARNER HOME VIDEO
  • Data uscita 22 Novembre 2002

NOTE

- PRESENTATO FUORI CONCORSO ALLA 59MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (2002).

CRITICA

"Un cuore nuovo per l'ispettore Callaghan. Non è una metafora, è lo spunto di 'Debito di sangue' di Clint Eastwood, variazione sul tema dell'eroe fragile e senescente. (...) La partenza è intrigante, il resto meno. Anzi, stavolta il vecchio Clint perde davvero colpi. Ammetterlo fa male, ma negarlo è peggio". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 22 novembre 2002)

"Come attore, Clint disegna il suo personaggio con un pudore malinconico e dolente, che evita il ridicolo del superomismo. Come regista, sceglie la sobrietà e la rappresentazione di una California anticonvenzionale, quasi spoglia e assai lontana dalle immagini correnti. Invece la storia, tratta dal romanzo di Michael Connelly, si avvia bene ma diventa prevedibile con l'avvicinarsi della fine. Il gioco di parole cui è affidato il riconoscimento del colpevole, se capito troppo presto, toglie tutta la sorpresa; l'epilogo è un duello in alto mare girato secondo il manuale di retorica di Hollywood per questo tipo di situazioni". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 23 novembre 2002)

"Crepuscolare, ma non terminale, sociologico ma con sarcasmo, è ispirato a un romanzo di Michael Connelly e tuttavia, dicono gli esperti, lo migliora con annotazioni e digressioni. L'eroismo anarcoide di Dirty-Harry è da tempo convertito, apparentemente 'ridotto' al gesto della responsabilità. L'età, cioè l'essere fuori da ogni passaggio, aumenta la saggezza e l'arte dell'intelligenza. In questo emerge il solido cinema d'autore di Clint Eastwood". (Silvio Danese, 'La Nazione', 22 novembre 2002)

"I cinefili nostrani continuano a prosternarsi davanti a Clint Eastwood, ma senza mettere in discussione il carisma del principe dei pistoleri debbo confessare che in 'Debito di sangue' l'ho trovato fuori parte e peggiorato come regista. (...) A buoni momenti in cui Clint colpisce ancora, si alternano episodi opachi in una tenuta generale allo sbando. Il pubblico Usa, inesorabile nel testimoniare il declino dei miti, ha decretato pollice verso". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 23 novembre 2002)
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