Dafne

ITALIA - 2019
3,5/5
Dafne
Dafne, una donna di 30 con la sindrome di Down che vive con i suoi genitori, grazie al suo carattere vivace ed esuberante riesce ad organizzarsi da sola la sua vita. Tuttavia, alla morte improvvisa della madre l'equilibrio familiare si sgretola: mentre Dafne affronta il lutto con coraggio e incoscienza, suo padre cade in una profonda depressione, tormentato dall'idea che lei, quando anche lui se ne andrà, rimarrà da sola. Ma Dafne ha intorno a sé una rete di amici e colleghi a sostenerla. Poi, complice una sessione di trekking in montagna verso il paese natale di Maria, padre e figlia impareranno conoscersi meglio e a superare i rispettivi limiti.
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: MARTA DONZELLI, GREGORIO PAONESSA PER VIVO FILM CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE CINECITTA'
  • Data uscita 21 Marzo 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Simone Porrovecchio
La protagonista di Dafne, un film teso tra dramma e commedia ma senza pietismo, Carolina Raspanti, classe 1984, è una delle quarantamila persone che oggi in Italia sono affette da sindrome di Down. Eppure la pellicola di Federico Bondi, vincitore del premio FIPRESCI nella sezione Panorama dell’ultima Berlinale, non parla di disabilità. Nessuno pare notare la diversità di Dafne, neanche lo spettatore.

Maria (Stefania Casini) e Luigi (Antonio Piovanelli) sono una coppia di toscani attempati ma saldi e uniti, il cui grande amore si riflette in Dafne, loro unica figlia, una trentenne loquace, diretta, spiritosa, volitiva, che vive con loro e lavora in una Coop.

L’improvvisa scomparsa della madre manda in frantumi gli equilibri familiari: Dafne e il padre, dopo i primi momenti di smarrimento, confortati dall’affetto di familiari, amici e colleghi, affrontano il ritorno alla vita quotidiana, alla casa più vuota di prima, al lavoro, riuscendo a mantenere uno spirito combattivo e una sensibilità davvero inaspettati. I due diventano così l’uno ragione di vita per l’altra.

Quando Dafne propone al padre di raggiungere a piedi il cimitero arroccato sull’Appennino dove riposa la mamma, la passeggiata si trasforma in un viaggio di scoperta, di vicinanza, di confidenze, di rivelazione di sentimenti profondi e struggenti e, nel tentativo di guardare avanti, scopriranno molto l’uno dell’altra.

La protagonista non subisce la propria diversità ma la accoglie, ci dialoga, vive la sua condizione con equilibrata serenità. In un mondo che “obbliga” all’efficienza e all’illusorio superamento della sofferenza, Carolina/Dafne ci ricorda di accettare, nei suoi limiti, la condizione data a ciascuno e di viverla pienamente.

Questo insolito on the road tra padre e figlia mette certamente a fuoco le dinamiche genitoriali messe a dura prova dal corso della vita, ma ci aiuta a riconsiderare, ed è questo il suo merito principale, la resilienza nascosta nelle persone apparentemente più indifese e fragili. E la bravura di Bondi è stata nel riuscire a non trasformare la disabilità in mero intrattenimento.

NOTE

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DI MIBAC - DIREZIONE GENERALE CINEMA, NEL PROGRAMMA SENSI CONTEMPORANEI - TOSCANA PER IL CINEMA, CON IL SOSTEGNO DI REGIONE LAZIO E ROMA LAZIO FILM COMMISSION, CON IL SUPPORTO DI UNICOOP FIRENZE E COOP ALLEANZA 3.0, CON IL PATROCINIO DI AIPD - ASSOCIAZIONE ITALIANA PERSONE DOWN E COMITATO SIBLINGS ONLUS - FRATELLI E SORELLE DI PERSONE CON DISABILITÀ.

- PREMIO DELLA CRITICA INTERNAZIONALE FIPRESCI AL 69. FESTIVAL DI BERLINO (2019), PRESENTATO NELLA SEZIONE 'PANORAMA'.

CRITICA

"(...) L'opera seconda di Bondi, presentata alla sezione Panorama della Berlinale (dove ha vinto il premio Fipresci), è un piccolo film fatto di eventi quotidiani, che si muove sul filo rischioso della commedia drammatica riuscendo quasi sempre a mantenersi equidistante dai vezzi del cinema d'autore e dalle scorciatoie ruffiane. Inutile dire che molto del suo interesse è nella protagonista, Carolina Raspanti, sulla quale sono cucite le scene, e che porta un elemento di imprevisto e di vita in ogni scena." (Emiliano Morreale, 'La Repubblica', 21 marzo 2019)
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