Contagion

USA - 2011
Un virus letale, che uccide in pochi giorni, si sta diffondendo rapidamente per via aerea. La comunità medica mondiale lavora sinergicamente per trovare una cura e soprattutto placare il panico che si sta diffondendo tra la popolazione in lotta per la sopravvivenza.

CAST

NOTE

- FUORI CONCORSO ALLA 68. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2011).

CRITICA

"Naturalmente non si può chiedere a Steven Soderbergh di fare un banale thriller paranoico, e 'Contagion' (fuori concorso) è molto diverso dai mille titoli analoghi che l'hanno preceduto. Più che alla velocità del contagio virale, Soderbergh si interessa al ritmo non meno letale con cui viaggia la paura. Così anche il film corre su piani paralleli. (...) Con una durezza unita a un gusto per le note stridenti che fa di 'Contagion' un film piuttosto insolito e coraggioso nel suo genere." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 4 settembre 2011)

"E' una delle grandi ossessioni della storia dell'umanità e in tempi più recenti trova nutrimento globale nell'attenzione a volte morbosa dei media. Che si chiami Sars, Aviaria o l'influenza A, è la temutissima pandemia, capace di terrorizzare l'intero pianeta e scatenare la concorrenza di avide industrie farmaceutiche. Steven Soderbergh, fuori concorso a Venezia con il suo 'Contagion' (...), paventa proprio una di queste epidemie mondiali, allestendo un thriller che ricostruisce con realismo l'inizio e il diffondersi della malattia. La prima parte del film è davvero avvincente. (...) Soderbergh ricostruisce in maniera verosimile la nascita di una catastrofe mettendo in campo paure e menzogne, verità scientifiche e fantasmi dell'irrazionale, ma nella seconda parte le promesse del film vengono disattese, tutto si sgonfia con troppa facilità e la capacità di contagiare davvero il pubblico toccando i punti nevralgici dell'animo umano rimane come neutralizzata da una sorta di antivirus rappresentato proprio dall'ansia di verosimiglianza." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 4 settembre 2011)

"'Contagion', contagio, è il titolo di un film (fuori concorso) sulla pandemia mondiale che stacca dai classici kolossal catastrofici per realismo delle situazioni e attendibilità scientifica, e perciò è ancora più inquietante. Del genere però 'Contagion' conserva la caratteristica di un cast di stelle, alcune della quali - Gwyneth Paltrow, Matt Damon, Lawrence Fishburne - hanno accompagnato il regista al Lido e all'incontro con la stampa portando una ventata di glamour hollywoodiano al festival." (Arianna Finos, 'La Repubblica', 4 settembre 2011)

"Prove generali di apocalisse, oppure: cronaca di una fine del mondo annunciata. I titoli catastrofisti si sprecherebbero per commentare 'Contagion', l'ultimo film del regista Steven Soderbergh, presentato fuori concorso qui alla Mostra del Cinema di Venezia. (...) Eppure, quello raccontato da Soderbergh, è tutt'altro che uno scenario ipotetico o inutilmente allarmistico, anche se, nel film, vengono presi proprio casi reali come quello del cosiddetto virus H1N1(l'aviaria) o la 'febbre suina', come, appunto, esempi di falso allarmismo per favorire la vendita dei vaccini. (...) Inquietante. La prima impressione è quella, anche per lo spettatore in sala, del panico, si percepisce e quasi si tocca con mano la paura dei protagonisti, l'impotenza delle organizzazioni preposte alla salvaguardia della salute, la corsa contro il tempo dei ricercatori, grazie alla regia di Soderbergh che sa tenere insieme lo spazio (si salta da una città all'altra) e il tempo (quel poco che resta per scongiurare un contagio planetario), trasformando il tutto, come dicevamo, in un thriller ad alto tasso di adrenalina. Senza mai perdere il filo di una narrazione complessa e intelligente (...) La fotografia, impietosa, è quella che in un mondo interconnesso, dove le informazioni e le persone viaggiano ormai a velocità quasi impazzita, il filo sottilissimo che tutto lega si può spezzare con un battito d'ali." (Andrea Frambosi, 'L'Eco di Bergamo', 4 settembre 2011)

"Tutto oggi avviene per contagio e si espande, il crollo di una Borsa ne provoca un altro, la crisi politica in un paese del Medio Oriente passa a quello vicino, una notizia lanciata sul web... (...) La pellicola di Soderbergh, che qui a Venezia ha confermato la sua volontà di non tornare dietro la macchina da presa per un po' di tempo, programmaticamente fredda e distante dalla drammatizzazione degli effetti mortali della malattia, utilizza la cornice del virus per raccontare altri tipi di 'contagio'. Come quello mediatico perfettamente rappresentato dalla figura, apparentemente cristallina, di un seguitissimo blogger (Jude Law) che sostiene le solite tesi di controinformazione. (...) La solida e interessante sceneggiatura di Scott Z. Burns mette a nudo alcuni personaggi raccontandone anche le debolezze e meschinità. Così Matt Damon verrà a scoprire che la moglie prima di tornare a casa l'aveva tradito con un altro. La sua morte come punizione divina?" (Pedro Armocida, 'Il Giornale', 4 settembre 2011)

"A Venezia, dove è stato presentato fuori concorso a ridosso di pellicole in gara del livello di 'Carnage' e 'A Dangerous Method', 'Contagion' ha suscitato critiche tiepide, ma per la verità si tratta di un solido, raffinato thriller cui il regista Steven Soderbergh riesce, al solito, a conferire un'impronta autoriale. Trattasi comunque di film di intrattenimento con angoscia incorporata, perché dà corpo alle nostre peggiori paure)." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 9 settembre 2011)
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