Cloverfield

USA - 2008
Cloverfield
All'inizio del film una didascalia avvisa che le immagini che seguono erano contenute in una telecamera ritrovata sul sito di Cloverfield, già noto come Central Park, New York. Durante una festa d'addio per un loro amico, cinque giovani newyorkesi restano coinvolti in un attacco alla città perpetrato da un gigantesco mostro misterioso. I tragici avvenimenti di quella sera ed i loro strenui tentativi di sopravvivenza sono stati registrati dalla loro videocamera...
  • Altri titoli:
    Clover
    1-18-08
    Cheese
    Slusho
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA, THRILLER
  • Specifiche tecniche: PANASONIC AG-HVX200, SONY CINEALTA F23, THOMSON VIPER FILMSTREAM CAMERA, 35 MM (1:1.85)
  • Tratto da: Il film è stato ideato e prodotto da J.J. Abrams, la mente delle serie 'Alias', 'Felicity', 'Lost'.
  • Produzione: J.J. ABRAMS E BRYAN BURK PER BAD ROBOT
  • Distribuzione: UNIVERSAL, DVD: PARAMOUNT
  • Data uscita 1 Febbraio 2008

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Si al marketing, no al film. Diamo atto a J.J. Abrams, padre di Alias, Lost e regista di Mission: Impossible 3, di aver fatto centro un'altra volta. Se dovessimo valutare la sua nuova creatura, Cloverfield, per il lancio pubblicitario dovremmo parlare di operazione da manuale: finti servizi giornalistici, trailer montati ad arte, siti civetta, la Paramount che minaccia azioni legali contro chiunque diffonda in rete informazioni non autorizzate, alimentano misteri e tam tam mediatici. Risultato? Al primo weekend di programmazione negli States il film - costato 25 milioni di dollari - ne incassa 41. Tanto di cappello. Al secondo invece gli incassi crollano. Peccato. Perchè nonostante l'usura del plot - un mostro a metà tra Godzilla e Alien mette a ferro e fuoco New York -, l'idea di coniugare il gigantismo degli effetti speciali con la ripresa amatoriale, la spettacolarità con il realismo, sulla carta era interessante. La prospettiva monoculare a cui si affida l'intera operazione invece mal si concilia con le esigenze del kolossal. La variazione dei piani, degli angoli di ripresa, in breve le potenzialità di uno sguardo onnipresente si confermano ingredienti essenziali del disaster movie. E così il pedinamento di un gruppo di amici che cerca di portare in salvo una ragazza intrappolata nel suo appartamento alla lunga può stancare. Le apparizioni improvvise del mostro hanno un dosaggio limitato e vorrebbero camuffare la scarsa attitudine registica alla costruzione della tensione (la direzione è del misconosciuto Matt Reeves). Scomodare per l'ennesima volta sociologie (l'inconscia paura collettiva ovviamente, ma metterla in scena non equivale a suscitarla), e psicologie alla moda (il voyeur nell'era di YouTube non si accontenta più di "vedere" ma deve anche "mostrare") non cambia l'impressione di fondo: più che "l' insostenibile urgenza di distruggere New York", come la definisce il New York Times, il movente creativo sembra tradire stavolta un'insopprimibile esigenza di far cassa.

NOTE

- NEW YORK VIENE DISTRUTTA ANCHE IN QUESTI ALTRI FILM:
'IO SONO LEGGENDA' DI FRANCIS LAWRENCE (2007), 'WORLD TRADE DI OLIVER STONE CENTER' (2006),
'L'ALBA DEL GIORNO DOPO' (2004) E 'GODZILLA' (1998) ENTRAMBI I ROLAND EMMERICH, 'FUGA DA NEW YORK' DI JOHN CARPENTER (1981), 'IL RISVEGLIO DEL DINOSAURO' DI EUGENE LOURIE' (1953).

CRITICA

Dalle note di regia: Un paio di anni fa ero in Giappone con mio figlio piccolo e sono rimasto molto colpito nel vedere nelle vetrine dei negozi molti giocattoli ispirati a Godzilla. Ho pensato che negli USA non c'er un equivalente e ho concepito la storia di 'Cloverfield'.

"Sbilanciamoci. Tra qualche decennio si parlerà di un cinema 'prima' e 'dopo' Cloverfield. E' uno di quei film che segnano uno spartiacque. Non per quello che inventano, ma per come 'sistemano' cose che sono nell'aria, nella cultura, nello Zeitgeist - lo spirito del tempo - di un'epoca. 'Cloverfield' è nell'ordine: un film catastrofico, un film sulla sindrome post-11 settembre, una commedia di caratteri sui giovani yuppies globalizzati del XXI secolo, un finto home-movie - un film casalingo, 85 minuti che si immaginano ritrovati dentro una videocamera perduta su un campo di battaglia. 'Cloverfield' è 'Godzilla' più 'American Psyco' più
'Blair With Project'. E' un film che risolve in modo perfetto e definitivo uno dei grandi temi del cinema contemporaneo: la presenza, dentro i film, di immagini digitali, di riprese effettuate con videocamere portatili capaci di 'rubare' la realtà. E' il film che fonde il cinema-verità con la logica del reality, gli dà una cornice apocalittica e riesce a non fare impazzire la maionese. E' un film che sta al cinema di oggi come 'Sentieri selvaggi' stava al western o 'Cantando sotto la pioggia' al musical. E' un classico, in un'epoca in cui i classici sembravano finiti." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 1 febbraio 2007)

"Il punto cruciale del film è proprio qui: credere che il meccanicamente voyeuristico che ha fatto la fortuna sui video dei computer di casa di You Tube possa essere meccanicamente riprodotto al cinema, dove invece l'identificazione tra spettatore e schermo scatta solo se esistono alcune condizioni precise. una delle quali è la leggibilità dei messaggi, la condivisibilità del quadro di riferimento. In 'Cloverfield' tutto questo non avviene: la frammentarietà delle riprese e del racconto agisce come una specie di incontrollabile 'reset' che rompe la tensione e disturba la visione, azzarando ogni volta il legame primario tra spettatore, schermo e sala buia su cui è costruito il meccanismo di fascinazione e di identificazione del cinema. (...) Atro discorso sarà il consumo televisivo (...) Certo è che al cinema la superficialità della sceneggiatura e la sfarinatura della tensione finiscono per rendere un pessimo servizio all'idea che i nuovi percorsi della paura debbano passare di qui." (Paolo Mereghetti, 'Il Corriere della Sera', 1 febbraio 2008)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy